Città di Venezia

servizio civile e malefatte... di città di venezia

Le Malefatte
 

Bags carrying within them the city's happenings, memories from itinerant exhibitions, territorial events and performances.
Their original context however, can hardly be tracked down; they are one-of-kind collectable artefacts, decontextualized shreds, wittingly re-sewn in order to create unique, non serial craftworks..
Colours and shapes take on a new guise thanks to foreshortenings selected from a large measure range, scraps recreating visual evocative revelation, ready to fulfil their primary use of carrying around: it is, in fact, a matter of bags!
The "malefatte... di città di venezia" project actually came in being on plain intuition: where are those enormous advertising banners used in Venice and throughout the mainland for promotional purposes, stowed once their use is over?
In taking his solitary walks, reflecting, observing how at times, huge parts of banners are recycled if needed as cover-ups for boats, cars, etc. (thanks to their waterproof resistance) is how Fabrizio Olivetti art director of the Venice City Hall's Graphics Office drew up this new plan.
He created a reliable working group and found brotherly accomplices such as: Francesca Codrino graphic designer and Lucio Schiavon illustrator who both got immediately keenly involved in this project.
The Ufficio Servizio Civile (Venice City Hall's Civile Service Office) also joined in and cooperated with much enthusiasm..
The actual accomplishment task instead, was entrusted to the Rio Terà dei Pensieri cooperative which offers vocational training activities since 1994 and occasionally produces artefacts within the Venetian jails.
The proceeds of the sales will serve as a fund to this important social activity.

The first benefit is perceivable: recycling material that can no longer be used and what's more, extremely unusual!
Banners in fact are regularly made of plastic material called polyvinyl or polyvinyl chloride (PVC) consisting sometimes times of several layers.
The production of PVC began on industrial scale began in the mid-1920s in the U.S.A. and since the 1930s in Europe, after several experimental events dating back to the past century..
Marghera was also an important source of production.

There are, however, some environmental contraindications, and several European associations of plastic manufacturers have already established a voluntary program aiming to break down the effects generated in the production phase..
Some criticism is also noted for disposal: degradation takes a great deal of time if thermally destroyed at unsuitable temperatures and could mean harmful emissions into the atmosphere.
Recycling is the best starting channel to a low impact re-use of material.

It's even better when, before literally becoming rubbish, it's totally re-used: just what's most ironically being proposed all along with it's artistic and social nuances, by the "malefatte... di città di venezia" project.

The PVC banners produced to promote the city's events turning lively into bags.
A slightly ironical Città di Venezia project in cooperation with the Civil Service Office
and the Rio Terà dei Pensieri, an organization which provides labourers from the
Santa Maria Maggiore men's jail..

Borse che portano con sé avvenimenti della città, itineranti memorie di mostre, eventi e manifestazioni del territorio. All'originale contesto, però, difficilmente si potrà risalire: si tratta infatti di manufatti unici, da collezione, brandelli decontestualizzati, ricuciti nel vero senso della parola per dar vita a lavori originali, non seriali. Colori e forme assumono nuova foggia grazie a scorci selezionati da metrature ampie, tagli che ricreano suggestioni visive, pronte al primario uso del trasporto: di borse, infatti, si tratta.

"malefatte di città di venezia" è un progetto nato da una semplice intuizione: gli enormi striscioni pubblicitari, utilizzati a Venezia e terraferma per scopi promozionali, dove sono riposti una volta terminato il loro periodo di utilizzo? Dalla riflessione nata da solitarie passeggiate, osservando talvolta ampie parti di striscioni "riciclati" come copertura di emergenza per barche, automobili, box, ecc. (grazie alla loro resistenza e impermeabilità) Fabrizio Olivetti, art director dell'Ufficio Grafico del Comune di Venezia, ha tratto spunto per una nuova avventura. Ed ha trovato sodali complici dando vita ad un gruppo di lavoro: la grafica Francesca Codrino e l'illustratore Lucio Schiavon si sono subito appassionati al progetto. Con entusiasmo, è entrato a far parte della collaborazione anche l'Ufficio Servizio Civile del Comune di Venezia. La realizzazione vera e propria, invece, è stata affidata alla cooperativa Rio Terà dei Pensieri che si propone, dal 1994, di svolgere attività di formazione professionale e di saltuaria produzione di manufatti all'interno delle carceri veneziane. Il ricavato delle vendite servirà proprio a finanziare questa importante attività sociale.

Il primo beneficio è intuibile: riciclare materiale non più utilizzabile, e assai particolare.
Gli striscioni pubblicitari infatti sono normalmente realizzati in materiale plastico, denominato "Polivinilcloruro" o "Cloruro di Polivinile" (PVC, appunto), e talvolta costituiti da più strati. Il PVC ha iniziato ad essere prodotto su scala industriale dalla metà degli anni Venti negli Stati Uniti e dagli anni Trenta in Europa, dopo varie vicende sperimentali che risalgono al secolo precedente. Importante fonte di produzione è stata anche Marghera.

Presenta tuttavia alcune controindicazioni ambientali, e diverse associazioni europee di produttori di materie plastiche hanno già istituito un programma volontario, che mira ad abbattere gli effetti che si generano in fase di produzione. Qualche criticità si rileva anche nello smaltimento: i tempi di degradazione sono lunghissimi, se termodistrutto a temperature non adeguate può contribuire ad emissioni dannose nell'atmosfera. La raccolta differenziata è invece il canale che meglio avvia il materiale a forme di riutilizzo a basso impatto.

Ancor meglio quando, prima di diventare un rifiuto vero e proprio, viene completamente riutilizzato: proprio quello che si propone, con l'aggiunta di sfumature artistiche e sociali, e ampie dosi di ironia, il progetto "malefatte... di città di venezia".

 
 
 
 

hanno collaborato al progetto:
 
per la grafica:
Fabrizio Olivetti
Francesca Codrino
Lucio Schiavon

per i testi:
Riccardo Petito

per la manodopera:
Elena Botter
Halkay Andi
Jentian Mateusz
Vladimir

per l'organizzazione:
Luciana Zorzin
Michele Regini
Tiziana Lanza

per le traduzioni:
Elizabeth Cicogna

si ringrazia:
Andrea Costantini
(Direzione Ambiente)

per informazioni:
 
Cooperativa Rio Terà dei Pensieri
Santa Corce 495/B
30135 - Venezia
tel. 041 2960658
Mail: info@riotera-ve.it
www.rioteradeipensieri.org
 

 
 
 
 
Le Malefatte
 
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