

L'autrice, esordiente, vince con questo libro il 46° Premio Campiello 2008. Con la sua prosa asciutta ed equilibrata la Cibrario riesce a trasmettere nel lettore, in tutta la loro autenticità, gli stati d'animo della protagonista, grazie anche ad una profonda analisi introspettiva. Tutto questo sullo sfondo di una società aristocratica alla quale apparteneva la sua famiglia, ancorata a stili di vita ottocenteschi, dove formalismo, rigore, compostezza ed eleganza non erano valori ma l'unica forma di vita concepibile.
Durante la lettura del romanzo si assiste all' evoluzione del carattere di una donna che credeva di rappresentare qualcosa grazie alla sua estrazione sociale, ma che, scopre e prende coscienza che si è qualcuno solo per quello che si fa senza paura di sacrifici o sbagli. Questa trasformazione avviene mentre anche l'Italia è attraversata da grandi mutamenti dovuti a due guerre mondiali , dal passaggio dalla monarchia alla repubblica.
La personalità della protagonista caratterizzata da forza, autonomia e indipendenza mette in ombra le figure maschili: il padre uomo dell'Ottocento che vive secondo principi inamovibili e che l'obbliga ad un matrimonio combinato, il marito incapace di farsi amare, il grande amore "Trot" meschino e profittatore.
Tutto ruota intorno a questa donna intelligente ed anticonformista ma che come molte donne davanti all'amore non riconosce l'inganno perché invisibile è il confine tra realtà e finzione.
Elvira Naccari
"Una donna" di Sibilla Aleramo (legge Elvia Naccari)
"Leggere Lolita a Teheran" di di Azar Nafisi (legge Lorena Zivelonghi)
"Il quinto figlio" di Doris Lessing (legge Lorena Zivelonghi)
"La porta", di Magda Szabò (legge Lorena Zivelonghi)