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Cerimonia di scopertura del monumento alla Partigiana veneta di Augusto Murer, restaurato

Monumento alla Partigiana

6 giugno 2009 h. 18.30 - Riva dei Partigiani, di fronte ai Giardini di Castello

il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a Venezia per la Biennale d'Arte, scoprirà il restaurato monumento alla Partigiana veneta di Augusto Murer, eretto su di una base disegnata da Carlo Scarpa. Il monumento verrà ricollocato nella sua posizione originaria, in Riva dei Partigiani, di fronte ai Giardini di Castello.

 
La cerimonia è organizzata dall'Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea, dalla Associazione nazionale partigiani-Venezia e dalla Associazione per la memoria e la storia delle donne in Veneto - rEsistenze

 

Programma

  • Ore 16,30 partenza da S. Lucia (ferrovia) con vaporetto linea 1 riservato (16,35 fermata a Piazzale Roma-pontile linea 1)
  • Ore 17,30 incontro con le partigiane venete ai Giardini
  • Ore 18.15 Cerimonia col Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nella Riva davanti ai giardini
  • Ore 19.00 piccolo rinfresco
  • Ore 19.30 partenza del vaporetto per il ritorno
 

Il restauro del monumento


Il progetto di restauro, redatto dall'arch. Luciano Gemin, su progettazione preliminare dell'arch. Roberto Benvenuti, della Direzione Progettazione ed esecuzione lavori del Comune, è rientrato tra le iniziative del Comune nel centenario della nascita di Carlo Scarpa per il recupero, la salvaguardia, la valorizzazione di tre opere di Scarpa nell'area dei Giardini di Castello. I lavori hanno previsto il ripristino del sistema di galleggiamento del cassone sul quale è posata la statua, caratteristica peculiare dell'opera, e quindi la pulizia e il restauro della statua, e la sistemazione dell'intera area del monumento e di tutti gli elementi di contorno.

In seguito alla distruzione, nel 1961, della scultura di Leoncillo a causa di una bomba fascista, Augusto Murer vinse il concorso per la realizzazione di una nuova statua, un'opera in bronzo in cui l'artista raffigura il corpo di una partigiana steso a terra. Carlo Scarpa immagina che il modo più corretto e spontaneo di osservare l'opera sia quello di posizionarla in un punto più basso rispetto all'osservatore. La soluzione prescelta è quella di realizzare un cassone galleggiante in ferro-cemento con la superficie superiore rivestita in lastre di rame su cui appoggia il bronzo dell'artista in modo da far apparire la statua quasi adagiata sul pelo dell'acqua e renderla così partecipe al suo movimento. Dal bordo della Riva dei Giardini, grazie a una sapiente interruzione nel parapetto in mattoni, il passante può entrare nell'area del monumento: vari pilastri a sezione quadrata in cemento armato sormontati da testate in pietra d'Istria, di altezza diversa e degradanti verso la laguna, consentono all'osservatore di variare continuamente il suo punto di vista. Purtroppo la tecnologia dell'epoca e i materiali non idonei, unitamente all'aumento del moto ondoso, hanno privato l'opera praticamente da subito del galleggiamento, prerogativa indispensabile di quest'opera, che coniuga movimento e staticità.



 
 
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