

Il racconto potente del rapporto intenso, conflittuale e faticoso tra una scrittrice che ritrova la fama, dopo decenni di censura, nell'Ungheria post-sovietica e la sua anziana e stravagante domestica.
Una relazione di grande affetto e amicizia tra due donne di estrazione diversa e dalle esperienze di vita maturate su livelli completamente opposti, dalle connotazioni estremamente particolari: l'anziana domestica con la propria personalissima filosofia di vita, esito di un vissuto travagliato, e le convinzioni divenute rigide e incontestabili verità da dispensare al prossimo; la scrittrice combattuta tra il profondo affetto per la donna e la difficoltà di comprenderne il comportamento e la natura delle periodiche intrusioni, non autorizzate, nella sua sfera personale.
Il loro rapporto si snoda attraverso una ventina d'anni durante i quali si susseguono le fratture, anche violente, e la costante incomunicabilità intervallate però anche da grandi slanci di generosità e amore. La Porta è quella di casa che l'anziana domestica tiene rigorosamente chiusa a tutti e che dà accesso ad un'intimità di ricordi, anche materiali, e ossessioni gelosamente custoditi come ultimi veri valori da salvare dagli elementi esterni. L'universo misterioso dell'anziana donna e lei stessa non sopravviveranno all'apertura di quella porta, forse tenuta chiusa per troppo tempo per resistere o che forse non avrebbe mai dovuto essere aperta. Le due donne non arriveranno mai a capirsi e a conoscersi fino in fondo, piuttosto accetteranno con grande tormento e sensi di colpa le vicendevoli invasioni nei propri mondi con alterne chiusure e aperture. A dimostrazione che spesso, purtroppo, anche il sentimento più forte non riesce a superare la barriera di divergenze di visione e di reciproche incomprensioni.
Lorena Zivelonghi