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Libri al sole. Estate 2008

tramonto
lettura per l'estate

 
 
Milena Agus,  - Ali di babbo.  Roma, Nottetempo, 2008. (Narrativa)
Nella smagliante Sardegna di Milena Agus, madame (così chiamata perché forse un giorno andrà in Francia) possiede un terreno sul mare assediato dagli speculatori. Ma madame, che è povera, non vende, e così facendo blocca i possibili affari delle famiglie vicine. Eppure i vicini non possono fare a meno di amarla, per la sua generosità e la sua candida resistenza. Questa storia, raccontata da una vicina quattordicenne, è comica e truculenta, fiabesca e vera. È anche la storia del nonno della narratrice, figura potente e silenziosa, il maggior alleato di madame. Ed è la storia di amori che vanno un po' storti e dei sacrifici propiziatori per farli stare in piedi. Madame crede nella magia e la distribuisce in modi personali e approssimativi allo scopo di rendere la gente più felice, perché "senza la magia la vita è solo un grande spavento". 

 
Nadine Gordimer, -  Beethoven era per un sedicesimo nero, Milano, Feltrinelli, 2008. (I narratori) 
Tredici racconti. Tredici frammenti di vite. Storie d'amore. Gli incontri veri o immaginati dell'autrice con alcuni grandi scrittori del ventesimo secolo. La storia che da il titolo alla raccolta, vede un professore di biologia di Johannesburg ripercorrere la propria storia familiare. Al centro un tema paradossale e significativo: se un tempo tutti desideravano avere almeno una goccia di sangue bianco nelle vene, oggi vale l'esatto contrario, e avere almeno un sedicesimo di sangue di colore è raccomandato quasi si trattasse di un indizio di "nobiltà sociale". Con mano sicura Gordimer indaga fra le pieghe dei sentimenti e del rapporto di coppia: attraverso i sensi (udito, olfatto) i diversi protagonisti prendono coscienza di dolorose verità

 
Ljudmila Evgenevna Ulickaja,  -  Le bugie delle donne. Torino, Frassinelli, c2005
Zenja ha il dono di catalizzare le confidenze delle altre donne. Chiunque l'avvicini sembra disposto a raccontarle la propria vita. Non sempre, però, ciò che sente corrisponde alla verità; a volte le narratrici si fanno prendere la mano e i racconti si dilatano, si intrecciano, si colorano di dramma e di tragedia. E Zenja ascolta, armata di benevolo senso di sopportazione, anche se a volte verrebbe la voglia di sottrarsi e... cominciare a raccontare. Magari altre bugie.
 

Cinzia Tani, - La brava moglie. Casale Monferrato, Piemme, 2008.
Evelyn è bellissima, così bella che, trasferitasi a New York con la madre agli inizi del '900, trova subito lavoro come modella, per poi iniziare la carriera di ballerina. Gli uomini perdono la testa per lei e uno, in particolare, non le dà tregua. Si tratta del famoso architetto Stanford White, creatore di alcuni dei più importanti edifici di New York e noto per le sue nottate di sesso sfrenato. Stanford seduce Evelyn, ma dopo qualche tempo la lascia. Si è stancato del giocattolo e vola verso altri lidi. Evelyn si consola con il multimiliardario Harry Thaw, che si innamora di lei e la sposa. Ma Harry è uno squilibrato. Violento, feroce, amante della frusta, è visceralmente legato a Evelyn ed è ossessionato dal rapporto che la ragazza ha avuto con Stanford White. Una sera, dopo uno spettacolo teatrale, affronta il rivale e lo uccide con tre colpi in fronte. Al processo verrà condannato ma, prima volta in America, gli verrà riconosciuta la seminfermità mentale e finirà in manicomio. Una storia vera in cui amore e ossessione si mescolano, disegnando un quadro agghiacciante e carico di suspense


Milena Magnani,  - Il circo capovolto. Milano, Feltrinelli, 2008. (I canguri)
Un campo rom al confine di una città. Si intravedono fabbriche in disarmo, tangenziali, supermercati. Un villaggio con leggi e lingua proprie, visitato episodicamente da polizia, operatori sociali, autoambulanze. C'è un capo burbero, diffidente, violento. Quando arriva Branko l'ungherese, l'accoglienza è fredda: deve restare ai margini fangosi del campo. Eppure a sera gli vanno intorno i bambini, incuriositi dal suo grosso baule. Vogliono conoscere la sua storia. Ogni sera, fuori dal rifugio di lamiere, Branko ne racconta un pezzo. Una storia di circo e di guerra, di acrobati e campi di sterminio. Branko è discendente di una dinastia di circensi. Il nonno ha perso la vita insieme a tutta la sua famiglia in un campo di prigionia. Il padre di Branko, unico sopravvissuto, ha celato al figlio le proprie origini. Ma il passato torna a galla, e Branko ripercorre le orme del nonno. La luce del giorno scopre la durezza del vivere, ma al calar del sole Branko riprende il racconto e infine mostra ai ragazzini il contenuto del misterioso baule. Dentro c'è un intero circo, con clavette, birilli e trapezi. E allora la sera si colora, e i bambini si trasformano in acrobati, clown, giocolieri. La voce di Branko, dolce, fragrante di sogni e di futuro, è in realtà la voce di un morto. L'ungherese è stato ucciso ma non sa morire, non fino a quando non è sicuro che abbiamo capito che l'immaginazione è più forte, che la vita è più forte. 


Tatiana Carelli,  - Contratto di schiavitù. Milano, Mondadori, 2008. (Strade blu) 
Vita ha quasi diciassette anni, lavora gratis in un bar ed è legata al suo Padrone da un "contratto di schiavitù". Ma la schiavitù narrata in questo romanzo è solo apparentemente quella del mondo del lavoro, la schiavitù è soprattutto una dinamica mentale che, come in un gioco di specchi, finisce per coinvolgere tutti i personaggi che si trovano a transitare nel "non-luogo", o "luogo comune" per eccellenza: il bar. Attraverso gli occhi candidi e feroci di Vita vediamo sfilare su questo palcoscenico un'umanità corrotta, composta da figure che in un modo o nell'altro si trovano tutte a svolgere il ruolo di vittime o di carnefici. C'è Fre, il trentenne che vuole fare un film; Tom, il ragazzino spacciatore, che preferisce il computer alla sua ragazza; il Centauro, ossessionato dalla vita monastica e dal vino. E ancora Dick il cameriere, l'ottantenne palestrata, l'ispettrice Riversi e infine Ella, la "maestra di vita". Quello che in fondo tutti sembrano cercare è solo un modo per essere liberi, per sfuggire al proprio personale "contratto di schiavitù". Ma si può davvero essere liberi? E da cosa poi? Dalle gabbie nelle quali ci chiudono gli altri oppure da noi stessi?
 

Geraldine Brooks,  - I custodi del libro. Vicenza, Neri Pozza, c2008. (I narratori delle tavole) 
La storia dell'Haggadah di Sarajevo, un manoscritto sopravvissuto all'Inquisizione e a tutte le persecuzioni sofferte da sempre dagli ebrei, un libro che simboleggia la forza stessa della vita che si oppone alle tenebre della morte. Un romanzo storico che come una spy story ricostruisce la strabiliante vicenda di uno dei libri più preziosi della civiltà umana. I nazisti volevano rubarlo, durante la guerra civile serbo-bosniaca ha rischiato di essere distrutto, è stato oggetto di vili scambi e truffe, ha attraversato secoli e paesi ed è arrivato fino a noi integro, grazie all'amore di alcuni giusti: i custodi dell'Haggadah di Sarajevo.


Annalisa Bruni,  -  Della Felicità donnesca: e altri racconti. Padova, Nova Carta, c.2008 (Cimelia. Narrativa)
Sei racconti che ci svelano angoli segreti del mondo delle biblioteche, del libro e della lettura, esplorati con uno sguardo del tutto particolare: quello dell'universo femminile. Non è certo un caso, infatti, se chi opera nelle istituzioni bibliotecarie appartiene per la grande maggioranza a quello che troppo spesso è stato definito "il sesso debole" e se tutte le statistiche confermano, di anno in anno, che proprio il genere femminile annovera i lettori più "forti". Le donne hanno, infatti, un rapporto speciale, e molto intimo, con i libri, la lettura e con i luoghi ad essa deputati. Annalisa Bruni ce lo racconta, con la sua usuale ed elegante ironia.


Elena  Varvello, -  L'economia delle cose. Roma, Fandango, c2007. (Fandango Libri)
Un uomo che scompare mentre la moglie fa la spesa al supermercato. Una madre che assiste impotente alla corsa inesorabile del bob su cui è seduto il figlio. Una coppia di anziani minacciata, nella propria casa, da un uomo armato, reale o immaginario. Una ragazzina sovrappeso di fronte all'illusione dell'amore che si trasforma in violenza. Un'ultima partita di ping pong tra un fratello e una sorella destinati a perdersi senza mai essersi davvero conosciuti. Un bambino che capisce, in una notte tormentata, cosa significhi diventare adulti. I personaggi di queste storie affrontano la malattia, l'abbandono, la solitudine, il pericolo, la violenza, prendono un respiro, aprono quella porta, l'attraversano e passano dall'altra parte. Uomini, ma soprattutto donne.
 

Patricia Highsmith,  -  La follia delle sirene. Milano, Bompiani, 2007
Una lucida analisi della natura umana sotto stress, dei suoi meccanismi, della crisi di tutti i principi etici della vita associata. Undici racconti, scritti tra il 1970 e il 1985, per un mosaico di inquietanti personaggi borderline. Un fascio di avventure e disavventure che nascono dai casi assurdi della vita e fanno emergere creativi semi di pazzia, che mettono in discussione in maniera grottesca le "normali" categorie del bene e del male. 


Tahmima Anam,  - I giorni dell'amore e della guerra. Milano, Garzanti, 2008
Pakistan orientale, Dhaka, delta del Gange, 1959. Rehana ha comprato due aquiloni, uno rosso e uno blu, nell'emporio pasticceria davanti al tribunale. È l'ultimo regalo ai suoi due figli, i piccoli Sohail e Maya, prima che se ne vadano per sempre. Andranno a vivere con lo zio a Lahore, la città con strade nuove ed edifici perfetti, a chilometri di distanza. Così ha deciso il giudice che, dopo la morte del marito, ha giudicato Rehana una cattiva madre, troppo povera e incapace di educare i suoi figli. Ma lei non ha perso la speranza e la voglia di combattere: è convinta che un giorno il vento soffierà così potente che glieli riporterà. Il vento alla fine arriva. È il 1971. A casa di Rehana c'è una festa: si celebra il decimo anniversario del ritorno dei suoi figli. Sono grandi, ormai: il paese è in guerra. Il Bangladesh ha dichiarato la propria indipendenza ed è stato invaso dall'esercito del Pakistan. Si sta organizzando la resistenza e gruppi di guerriglieri si formano in tutto il paese. E Rehana sta per perdere i suoi figli ancora una volta. Perché Sohail si è unito al movimento di liberazione nazionale, e Maya sta per seguirlo. E mentre il sangue scorre sull'asfalto e sulla terra affamata, Rehana combatterà ancora una volta per la loro salvezza.


Angeles Mastretta,  - Mariti. Firenze, Giunti, 2008 
 
Complice di chiunque conosca le delizie e malizie della vita trascorsa con un essere amato, Ángeles Mastretta ritrae nei suoi "Mariti" uomini indimenticabili, pigri, audaci, irragionevoli, brutali, teneri, insostituibili o sostituibilissimi. Uomini disegnati dalle parole d'amore, di rabbia, di nostalgia e di allegria che si scambiano le loro donne, perché "i mariti sono uno stato d'animo


Anne Marsella,  - Per tutti i santi. Milano, Feltrinelli, 2008. (Varia)
Lei si chiama Remedy, è californiana ma vive a Parigi e scrive per riviste di moda. Si barcamena fra un articolo sulla pelliccia di orsetto lavatore, devastanti té pomeridiani con inserzionisti, imprendibili fotografi e il corso serale di danza del ventre. La pausa pranzo è dedicata a una visita in chiesa: Remedy è cattolica e, a suo modo, devota. Ha letto e riletto una Breve vita dei santi e si è scelta i suoi protettori. Del resto, la madre è stata esplicita in merito: se li sai pregare come si deve, i santi ti aiuteranno a trovare l'uomo perfetto. Già. L'uomo perfetto. E appunto quello che manca nella vita turbinosa e colorata di Remedy. È passata attraverso un maturo acrobata, un aristocratico schizzinoso, un giovane mandriano, ma alla fine le cene più esaltanti sono sempre quelle con il suo gatto Jubilee. Ecco però comparire Mouktar, il pony che consegna pizze a domicilio, dispensatore di saggezza filosofica e di mistero virile. Forse è la volta buona?

 
Roberta Schira,  - Piazza Gourmand: romanzo culinario. Milano, Ponte alle grazie, c2007
Immaginate una grande piazza, affollata di umanità, negozi, ristoranti, taxi, automobili. Molte case vi si affacciano, molte vite la attraversano e il denominatore comune è il cibo: cibo-amore, cibo-ossessione, cibo che cura o cibo che uccide. Un grande chef passa dalle cucine al marciapiedi; coniugi ricchi e annoiati litigano rumorosamente al ristorante; due coppie restano bloccate in ascensore mentre vanno a una festa e iniziano a mangiare i piatti che avevano preparato; amanti golosi si incontrano in un motel per un appuntamento erotico-gastronomico; un insignificante e grigio ragioniere nasconde un segreto: storie diverse che confluiscono in un finale collettivo, a tavola naturalmente. Amore, sesso, gelosia, passione, ossessioni, segreti, doppie vite, desideri mai espressi: ecco i temi eterni che muovono i fili dei personaggi di questo romanzo corale, costruito con perversa precisione attorno al mito della tavola imbandita, che unisce, mette in comunione, pacifica. E un rito antico di cui, proprio come dell'amore, non possiamo fare a meno.

 
Maggie O'Farrell,  -  Quando Esme Lennox svanì. Milano, Il Saggiatore,c2007
Iris Lockhart vive a Edimburgo, dove gestisce un negozio di abbigliamento vintage. La sua quotidianità viene sconvolta quando scopre dell'esistenza di Esme Lennox, un'anziana e sconosciuta prozia (sorella della nonna paterna) che presto dovrà lasciare l'ospedale psichiatrico nel quale è rimasta confinata per sessantanni. Iris è profondamente turbata dalla notizia: nessuno in famiglia le aveva mai parlato della donna. Decide tuttavia di ospitare Esme a casa sua per un fine settimana, durante il quale tra le due nasce una sorta di intesa. La donna è psicologicamente fragile e soggetta a sbalzi d'umore, ma non sembra affatto pazza. Dai suoi ricordi emerge un'infanzia segnata da una rigida educazione di stampo vittoriano e da un ambiente freddo e ipocrita al quale la ragazza non riesce a conformarsi. Il suo carattere ribelle e spontaneo e le sue crisi nervose vengono però scambiati per un grave disturbo della personalità: la famiglia, per difendere la propria facciata di perbenismo, decide quindi di liberarsi della "scomoda" ragazza facendola ricoverare in manicomio. Ma dietro la vicenda di Esme si cela una serie di segreti e di laceranti conflitti destinati a tornare a galla.

 
Rajaa Alsanea,  - Ragazze di Riad. Milano, Mondadori, 2008
Quattro giovani studentesse universitarie, di famiglie ricche e privilegiate, alla ricerca del vero amore. La città in cui vivono, però, è Riad, capitale dell'Arabia Saudita, e la società nella quale si muovono impone loro un numero infinito di regole e comportamenti, spesso dettati dalla famiglia o dalla comunità che non tengono in considerazione i loro desideri. Attraverso resoconti di un'anonima narratrice, che invia i propri scritti via internet, l'unico mezzo di comunicazione privata possibile, prendono forma le storie di Qamra, in continua lotta contro le tradizioni familiari e contro la propria debolezza; di Michelle, per metà araba e per metà americana, incapace di sopportare le restrizioni della società saudita e per questo vittima della maldicenza; di Sadim, ferita da un amore che la condizionerà per la vita; e di Lamis, forte e determinata a conquistare sia l'uomo di cui si è innamorata sia la libertà in un altro paese. Ragazze che condividono la medesima estrazione ma che hanno desideri e caratteri differenti, e per questo riescono a creare una loro piccola comunità, a farsi forza l'una con l'altra, a imparare dagli errori altrui in un contesto che ne permette pochissimi a chi cerca l'indipendenza. Opera di una studentessa venticinquenne, "Ragazze di Riad" è un romanzo incredibilmente onesto sulla condizione femminile in una società come quella saudita, e per questo ha subito forti censure in patria. Ma è anche, e soprattutto, un racconto sulla ricerca dell'amore a tutti i costi.

 
Belinda Starling,  -   La rilegatrice di libri proibiti. Vicenza, Neri Pozza, 2008. (I narratori delle tavole)
È il 1859 a Londra e davanti alla legatoria Damage si è appena fermata una carrozza con le ruote di un rosso fiammante, i fanali dorati e uno stemma sulla portiera. Dalla carrozza scende Sir Jocelyn Knightloey che, con la sua cerchia di amici coltiva il sogno di liberare la società dalle "pastoie del ritegno" e della morale. Da quando la legge ha stabilito che è illegale pubblicare e diffondere opere letterarie di genere immorale ma non possederle, Sir Knightloey e i suoi amici collezionano quei libri proibiti che i puritani dell'epoca vorrebbero bruciare tra le fiamme dell'inferno: il Decamerone, il Satyricon di Petronio, l'Ars Amatoria di Ovidio. A rilegare quei libri con preziose pelli e fodere scarlatte è Dora Damage, la moglie di Peter Damage. L'artrite reumatica sta deformando le mani del marito e, in barba a tutte le leggi della corporazione dei legatori che vietano il lavoro alle donne, Dora ha preso il suo posto. Le sue originali rilegature suscitano l'entusiasmo di sir Knightloey e dei suoi amici. Dora comincia così a rilegare tutte le opere proibite e galanti del gruppo con l'aiuto di Jack, un giovane apprendista, e di Din, uno schiavo nero americano condotto nel laboratorio dalla filantropica e ambigua Lady Sylvia, la moglie di Sir Knightloey. Ma non finisce forse puntualmente nei guai chi entra in una "società del vizio"? Un'eroina moderna che non esita a infrangere le regole e i tabù della Londra del XIX secolo, in cui gli ideali più nobili si accompagnano alle miserie più sordide. 

 
Monique Pistolato,  - Un tempo necessario: ragazzi e scelte di vita. Molfetta, La meridiana, c2007.
tredici racconti che in qualche modo ruotano tutti attorno allo stesso tema, la/le scelte che cambiano la vita quando questa può ancora essere cambiata.
Si guarda alle svolte riconoscendo che un evento, un amore, un incontro, hanno chiuso la porta dell'adolescenza consegnandoci ad un altro tempo

 
Federica De Paolis, - Via di qui.  Molfetta, La meridiana, c2007.
La casa è l'intimità di un individuo. La tana dove si nasconde il disordine e la follia, o si ristabilisce la quiete. C'è una casa per due amanti clandestini. Una casa da vendere per una figlia a cui è appena morta la madre. La casa di un delitto intorno alla quale un ispettore di polizia si aggira furiosamente in cerca di risposte. La casa di un pugile solo e sconfitto dalla vita, che spia alla finestra una ragazzina che si masturba diligentemente ogni sera, alla stessa ora. Una casa che qualcuno, una mattina alle prime ore dell'alba, si appresta a lasciare, dopo la fine di un amore. La casa di una prostituta di fronte alla quale si trovano, follemente appostati, moglie e figlio di un impiegato di banca. Una casa dove si sveglia una donna dopo la prima notte con uno sconosciuto. Una casa di Barbie con cui una bambina gioca domandandosi perché le hanno mentito su Babbo Natale. Una casa da comprare, per una vecchia signora che vuole "conservare" i ricordi. Una casa dove una ragazza affitta una stanza e inizia un estenuante gioco della verità con il suo coinquilino, domandandosi chi è la misteriosa donna che ogni notte appare nel suo letto. Una casa dove una stravagante cinese tiene un corso per raggiungere gli orgasmi. Infine, una casa nuova a cui tornare dopo un doloroso divorzio.
Roma, Fazi, 2008. (Le vele, 67) 

 
Chiara Gamberale,  - La zona cieca. Milano, Romanzo Bompiani, 2008. (Romanzo Bompiani. Narratori Bompiani)
La zona cieca è tutto quello che gli altri colgono di noi ma che a noi (inevitabilmente e maledettamente) sfugge. Lo sa bene Lidia Frezzani, che ogni giorno nella sua trasmissione radiofonica "Sentimentalisti anonimi" riceve confidenze di persone totalmente confuse, e che s'innamora di Lorenzo, uno scrittore quarantenne arrogante e fascinoso, totalmente annebbiato dal suo narcisismo. Comincia una storia d'amore dai ritmi serrati, fatta di bugie vere o supposte, smascherate, di tradimenti e piaceri perversi: quello che prova Lidia nello schiantarsi contro l'imperturbabilità e l'apparente indifferenza di Lorenzo, e quello di Lorenzo che sembra godere nel lasciarla fare. In un crescendo di tensione e pathos, di abbandoni e colpi di scena,all'improvviso a Lorenzo arrivano le misteriose lettere di Brian, uno sciamano. Che ha un nome, un'anima e un passato, ma non ha un volto: ma si dimostrerà molto più reale di ogni reale persona...
 

 
 
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