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Amnesty international ha lanciato un appello in favore di Sakineh Mohammadi Ashtiani, iraniana, condannata nel maggio 2006 per aver avuto una "relazione illecita" con due uomini ed è stata sottoposta a 99 frustate, come disposto dalla sentenza. Successivamente è stata condannata alla lapidazione per "adulterio durante il matrimonio", accusa che lei ha negato.
Durante il processo, Sakineh Mohammadi Ashtiani ha ritrattato una "confessione" rilasciata sotto minaccia durante l'interrogatorio e ha negato l'accusa di adulterio. Due dei cinque giudici hanno ritenuto la donna non colpevole, facendo presente che era già stata sottoposta a fustigazione e aggiungendo di non aver trovato le necessarie prove di adulterio a suo carico.
Tuttavia, i restanti tre giudici, tra cui il presidente del tribunale, l'hanno ritenuta colpevole sulla base della "conoscenza del giudice", una disposizione della legge iraniana che consente ai giudici di esprimere il loro giudizio soggettivo e verosimilmente arbitrario di colpevolezza anche in assenza di prove certe e decisive.
Giudicata colpevole dalla maggioranza dei cinque giudici, Sakineh Ashtiani Mohammadi è stata condannata alla lapidazione.
Segui il link per aderire all'appello di Amnesty international

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La Biblioteca del Centro Donna ha un sito tutto nuovo
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Il Centro Donna, servizio del Comune di Venezia è in Italia, una delle poche Istituzioni pubbliche che abbia per obiettivo specifico l'elaborazione di politiche al "femminile". Non è un "servizio per le donne", rappresenta piuttosto uno spazio pubblico, voluto dalle donne della città, e stato attivato dall'Amministrazione Comunale negli anni 1980, come "luogo" per le donne: uno spazio non solo fisico in cui produrre cultura e ricerca, luogo di elaborazione e di comunicazione culturale, di produzione di servizi alla persona, di promozione del valore del lavoro femminile nelle sue molteplici dimensioni, di riconoscimento e cooperazione tra donne di culture differenti.
Oggi il Centro Donna si presenta come un luogo di elaborazione e di comunicazione culturale, di produzione di servizi alla persona, di promozione del valore del lavoro femminile, nelle sue molteplici dimensioni, di riconoscimento e cooperazione tra donne di culture differenti.
Il Centro Donna non rappresenta tutta la politica del Comune di Venezia per lo sviluppo della cittadinanza delle donne, ma ne rappresenta la tipicità ricercata, si mostra come ambito organizzativo che vuole essere un contesto di libertà per le espressioni della società civile rappresentate dalle Associazioni delle donne ed un'opportunità di relazione tra istituzione e società, per costruire il senso dell'abitare uno spazio comune.In particolare il Centro:
- offre dal 1980 un servizio di biblioteca tematica e di genere specializzata
- raccoglie la documentazione a partire dagli anni '80 del movimento delle donne e le successive elaborazioni e documentazione anche fotografica della elaborazione femminile
- produce libri su ricerche ed esperienze sulle buone pratiche svolte e condivise
- accoglie donne straniere con un supporto di operatrici madrelingua, libri e riviste in lingua
- da' supporto alle associazioni di genere operanti nel territorio per le loro attività ed iniziative
- da' visibilità alla scrittura delle donne e sulle donne con incontri di lettura, presentazione di libri, nonché laboratori di scrittura
- si fa luogo di ricerca e di elaborazione sui temi fondamentali dei diritti e della differenza
- promuove azioni positive per la valorizzazione e le pari opportunità delle donne nel lavoro e nella vita civile con progetti europei e interregionali e con le istituzioni del territorio
- si fa accoglienza e accompagnamento psicologico e legale di donne in difficoltà per motivi di violenza fisica e psicologica è in rete con le attività di altri centri finalizzati alla valorizzazione di genere.
Responsabile Centro Donna
Gabriela Camozzi