
I pasticceri erano riuniti nell'Arte degli Scaleteri, che prendeva il nome dalle "scalete", ciambelle la cui forma ricordava un'inferriata o una piccola scala: pare fossero dolci di nozze.
Ora non sono pił prodotti, ma sulla tavola veneziana non mancano i "golosessi", deliziosi dolcetti e biscottini da intingere nel malvasia o nello zabaione, come i "bussolai", i "baicoli", i "zaeti" di farina di mais, che dal suo colore giallo prendono il nome.

Frittelle e galani sono il simbolo stesso del Carnevale.
Frittelle (ricetta)
g 20 lievito di birra
g 500 farina
cl 300 latte
2 uova
g 100 zucchero
g 100 burro
g 120 uvetta sultanina, imbevuta nel rum e sgocciolata
g 50 pinoli
g 75 scorza d'arancia candita, tritata
la parte gialla della scorza di limone, una grattata.
In una terrina si impastano farina con latte, uova e zucchero, un pizzico di sale, un po' di lievito di birra e burro sciolto. Si uniscono poi gli altri ingredienti (una variante prevede le mele grattuggiate). Ottenuto un impasto morbido, lo si fa riposare al caldo. Quindi in una padella con olio si friggono bene le frittelle fino a completa doratura. Ben scolate, vengono spolverate di zucchero.

Galani o crostoli (ricetta)
g 500 farina
g 100 zucchero
g 50 burro
2 uova
cl 125 di vino bianco
un pizzico di sale
buccia di limone grattata
rum o anice, un cucchiaio
Si tira una sfoglia con uova, farina, zucchero e burro, qualche goccia di anice e un pizzico di sale. Stesa sul tavolo, la si lascia riposare per un po', poi la si tira il pił sottile possibile col mattarello.
Quindi la si taglia a losanghe, facendo delle piccole incisioni al centro per favorire il formarsi delle piccole bolle. Si friggono quindi i galani in olio o strutto, si dispongono su carta da cucina a perdere l'unto e si inzuccherano.