
Le precipitazioni che hanno provocato la pesante situazione di allagamenti in terraferma, soprattutto a Mestre, a Favaro, a Marghera, hanno avuto un carattere assolutamente eccezionale: 254.6 mm in poche ore a Mestre, addirittura 315.4 a Valle Averto (cioè più di un terzo dell'intera piovosità media di un anno di quella località, che è di 800 mm), con una punta di 145 mm in un'ora, dalle 7 alle 8, di cui 90 nell'arco di appena mezz'ora. E' partita da questa constatazione la conferenza stampa sugli allagamenti in terraferma, svoltasi nella Sala operativa dei Vigili del fuoco, alla quale sono intervenuti il prefetto di Venezia, Guido Nardone, il responsabile delle emergenze del Dipartimento della Protezione civile, Bernardo De Bernardinis, giunto appositamente a Mestre, il comandante provinciale dei Vigili del fuoco, Fabio Dattilo, l'assessore provinciale alla Protezione civile, Lieta Smajato, il rappresentante della Segreteria della Protezione civile regionale, Mariano Carraro, il direttore del Consorzio di bonifica Dese-Sile, Lorenzo Del Rizzo. Il Comune era rappresentato dagli assessori alle Infrastrutture e Viabilità, Sandro Simionato, e alle Politiche educative, Anna Maria Giannuzzi Miraglia.
Due gli annunci di immediato interesse: il primo, la sospensione delle attività didattiche in tutte le scuole, di ogni ordine e grado, della terraferma, nella giornata di domani, giovedì 27 settembre, per la verifica dei danni subiti; il secondo, l'ospitalità offerta da strutture alberghiere per la prossima notte a persone e famiglie che non possano restare nella loro casa o non possano accedervi a causa degli allagamenti: gli interessati devono telefonare alla Protezione civile del Comune 041.274.68.00. Il rappresentante della Regione ha annunciato che, in accordo con il Comune, sono state avviate le procedure per la richiesta della dichiarazione dello stato di crisi.
In tutti gli interventi è stata rilevata la criticità delle infrastrutture per lo smaltimento delle acque meteoriche e del sistema di sollevamento delle acque, già avvertita più volte negli ultimi anni e la cui soluzione richiede importanti finanziamenti: una parte dei fondi, già disponibile, è bloccata per il rispetto delle norme del patto di stabilità. Di qui, l'esigenza, da tutti condivisa, che nella prossima Finanziaria si consenta agli Enti locali di togliere dai vincoli del patto di stabilità i fondi per interventi di protezione civile.
Venezia, 26 settembre 2007 / uz