Città di Venezia

Quarto ponte sul Canal Grande, il bilancio conclusivo del trasporto e del montaggio

"E' terminata una fase importante e fortemente impegnativa, ma serviranno ancora alcuni mesi per la completa realizzazione del quarto ponte sul Canal Grande". Queste le parole pronunciate dall'assessore comunale ai Lavori pubblici di Venezia, Mara Rumiz, alla conferenza stampa tenutasi stamane a Ca' Farsetti durante la quale è stato tracciato un bilancio del percorso finora attuato e delle fasi da avviare per la conclusione dell'opera progettata da Santiago Calatrava. Oltre all'assessore Rumiz sono intervenuti alla conferenza stampa il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, il responsabile unico del procedimento, Salvatore Vento, il direttore dei lavori, Roberto Casarin. Presenti inoltre Bruno Cignoni, titolare dell'omonima azienda, Giorgio Romaro, consulente strutturista per il montaggio e il varo, Riccardo Bernini, responsabile per la ditta Fagioli del trasporto del ponte, oltre ai responsabili di Actv e dei servizi comunali che hanno collaborato all'evento.

Nel suo intervento l'assessore ha più volte segnalato la passione e la competenza con cui hanno lavorato e collaborato le maestranze delle imprese e gli operatori pubblici, sottolineando anche il grande interesse che questo straordinario evento ha registrato tra la popolazione veneziana, che ha seguito numerosa le fasi di trasporto e montaggio. Le ragioni tecniche, soprattutto relativamente all'aumento dei tempi e dei costi del ponte sono state fornite da Vento, che ha ricordato che l'opera è un prototipo che necessitava e necessita, per la sua attuazione, di elaborati calcoli soggetti a continue verifiche. Ha quindi citato le cinque perizie, la ristrutturazione della porzione di Piazzale Roma adiacente alla spalla del ponte, i sistemi di sicurezza introdotti dentro il cantiere e nell'intera area a tutela delle maestranze e per la salvaguardia dei monumenti, il rafforzamento di entrambe le sponde, sia sul lato Ferrovia che sul lato Piazzale Roma, i continui perfezionamenti della struttura metallica, i collaudi in bianco del ponte a garanzia che tutto collimasse al millesimo quali cause dei ritardi e dei maggiori costi. "Per opere di questa natura, di assoluta innovazione, aumenti nell'ordine del 50, 60% sul prezzo iniziale (da euro 6.720.000 a 10.700.000) sono variazioni che si sono verificate anche nel passato. Adesso ci resta da affrontare la terza operazione, - ha sostenuto Vento - altrettanto delicata, della messa in esercizio del ponte: saranno cioè tolti tiranti e torrette su cui ora poggia la struttura, che inizierà a imprimere sulle sponde una spinta di 1.500 tonnellate per lato.

Casarin ha confermato che, pur nella fase finale, ci sarà ancora molto da fare: innanzitutto "dare geometria al ponte" e dargli "un abito", cioè rivestirlo dei gradini, per i quali saranno utilizzati materiali quali vetro, trachite e pietra d'Istria; dei parapetti, che saranno in cristallo; dei corrimano, in ottone. "I controlli saranno continui e il ponte sarà monitorato ventiquattro ore al giorno per qualche anno, perché le strutture metalliche hanno bisogno di questi riscontri, in quanto la spinta che scaricano non dorme mai".

Il sindaco Cacciari ha spiegato che in fase di appalto non si è tenuto sufficientemente conto che si trattava di un'opera complessa, delicata e difficile, fattori questi che giustificano ritardi e costi e che comunque saranno approfonditi nelle opportune sedi. Il sindaco ha affermato che per motivi funzionali, da tempo si era deciso di creare un'unica piattaforma logistica per raccordare l'area del Tronchetto, di Piazzale Roma e delle Ferrovia, area che prossimamente sarà ulteriormente rafforzata dalla costruzione del people mover e della nuova autorimessa. Ma ha anche ribadito che: "Si avvertiva la sfida di appropriarsi, per ragioni anche di ordine simbolico, di un'opera di grande ingegneria e architettura, un'opera d'arte contemporanea che sarà giudicata, apprezzata, criticata, ma che comunque sarà una delle cose che si verranno a visitare. Un'opera - ha proseguito il sindaco - che noi amministratori abbiamo il dovere di realizzare in città, certi di aver fatto bene, sicuri che il futuro ci darà ragione".

Infine Giorgio Romaro ha illustrato le soluzioni tecniche adottate per il perfetto montaggio dei tre conci e per il sollevamento bilanciato dei tre pezzi del ponte, confermando che l'acciaio, come tutti i metalli, deve essere controllato poiché subirà degli assestamenti, indotti anche dalle escursioni termiche, quando saranno tolti i tiranti.

In conclusione Mara Rumiz ha ricordato che il dispositivo traslante per le persone diversamente abili (l'ovovia), del costo di circa un milione di euro, è in fase avanzata di costruzione e sarà realizzata a scomparsa, in quanto ritenuta la soluzione meno impattante: "Siamo in attesa dell'autorizzazione del Ministero dei Trasporti; è infatti nostra intenzione inaugurare ponte e dispositivo traslante assieme".


Venezia, 14 agosto 2007




 

 
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