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In occasione della Biennale d'Arte di Venezia l'Associazione culturale per l'arte contemporanea ARTLIFEfortheworld presenta una mostra di water art(opere d'arte superficie acquatica) dedicata alla Laguna di Venezia e a Venezia città d'acqua. Una mostra visitabile in bicicletta o in barca, un evento open-air aperto a tutti.
Info:
ARTLIFEfortheworld
Tel/Fax: 041 5209723
artlifefortheworld@libero.it
Evento collaterale alla 53a Biennale di Venezia. Mostra dell'artista cinese Liu Zhong che espone alcune opere recenti su carta di riso e seta, dipinte con il tradizionale inchiostro nero, sul tema del mondo animale ispirate alla celebre "Histoire naturelle" di Buffon - le cui illustrazioni furono riprese negli anni Trenta da Picasso.
Info:
Giudecca795 Art Gallery
Tel. 3408798327

Nuova creazione dell’artista belga Wim Delvoye: una torre gotica, alta circa 10 metri, realizzata in corten tagliato a laser, espressamente ideata per svettare, con le sue finestre ogivali e i suoi pinnacoli, sulla terrazza di Palazzo Venier dei Leoni, sovrastando le acque del Canal Grande.
Info:
Collezione Peggy Guggenheim
Tel: 041.2405411
Fax: 041.5206885
info@guggenheim-venice.it

Non voltarti adesso / Don't Look Now è un titolo suggestivo, mutuato dal celebre e sofisticato film di Nicholas Roeg del '73. Un film sul potere mesmerico di Venezia, sul principio della visione e della “seconda visione”, sul riflesso e sulla rifrazione del ricordo e della coscienza, consumati in una corsa ansiogena tra l'ombra umida delle calli e gli angoli esasperati della memoria.
Info:
Call center +39 041 5209070
mkt.musei@comune.venezia.it
Una selezione di circa 40 sculture provenienti da istituzioni e collezioni private americane e non solo. Dopo aver stravolto il mondo artistico con i suoi celebri Combines, alla fine degli anni ‘50, con la sua esplorazione dell’arte basata sulla tecnologia in grado di coinvolgere attivamente lo spettatore negli anni ’60, con il suo focalizzarsi su materiali naturali, come carta, cartone e tessuti nel corso degli anni ’70, negli anni ’80 Rauschemberg concentra il proprio interesse artistico sull’esplorazione delle proprietà visive del metallo. Assemblando oggetti vari, soprattutto materiali di scarto raccolti nelle stazioni di benzina, pezzi di automobili abbandonate, e altri rifiuti industriali deleteri per l’ambiente, l’artista texano crea altorilievi e sculture che ricordano i suoi primi Combines. Nasce così la serie di Gluts, lavori scultorei cominciati nel 1986 e su cui l’artista lavora ad intermittenza fino al 1995.