Donne in Venezia ieri e oggi

donna veneziana disegnata

La Municipalità Chirignago Zelarino per la Giornata della Donna - ore 17.00 di domenica 13 marzo 2016

La Municipalità Chirignago Zelarino, tramite la Commissione delle Elette ed in collaborazione con il Centro Donna del Comune di Venezia, propone alla cittadinanza tutta:

Donne in Venezia ieri e oggi
letture da "Serenissima - Ritratti di donne veneziane"
a cura dell'autore Ernesto Maria Sfriso;
interverrà il coro Voci dal Mondo.

L'appuntamento -ad ingresso libero -  è alle ore 17.00 di domenica 13 marzo 2016, presso l'Auditorium Antonio Lippiello (via Ciardi 45, Cipressina-Mestre).

L'evento rientra nella programmazione generale del Marzo Donna 2016.

Ernesto Maria Sfriso è nato nel 1921, laureato in Lingue e Letterature Straniere si è dedicato all’insegnamento e all’attività di guida turistica.
Ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti in ambito sia letterario che teatrale. Tra le sue opere: Il cavallo bianco (1980), Ciosà: ritratto di un marinante (1993), Co scominsie la dosana (1997), Vasco tossico dun’boia mori(1998), Pai strosi de l’altopian (1999), Maca’è (2002), In gara coi gabbiani (2011).
Ritratti di donne veneziane  è un libro curioso che ci parla di 56 donne, tutte veneziane, iniziando, quando Attila conquista Padova nel 452, con una poesia dedicata alla nobile Adriana dall’animo mistico che, all’arrivo dei barbari che fanno strage di tutto, risolve il suo problema rifugiandosi a pregare in un convento rimasto miracolosamente intatto.
La storia continua nel X secolo con Elena, figlia di Pietro Candiano, promessa sposa al patrizio Vittorio Belegno, che si ritrova bigama essendo già sposata segretamente a Gerardo Guoro partito per l’Oriente. I baci del primo marito tornato al momento giusto per fortuna le evitano una sincope…
Le avventure di Felicita Malipiero (960-1090) sposa del doge Pietro Orseolo, riguardano in particolare il marito, che ricostruito il Palazzo Ducale e la Cappella di San Marco, dona la Pala d’Oro alla chiesa nel 976 ma deve fuggire per aver ucciso Pietro Candiani IV e il suo figlioletto. Questo non impedisce ai nostri eroi di finire in convento e diventare poi anche santi col risultato che le leggende salvino capra e cavoli e finiscono in gloria.
Fra le donne di cui si parla in questo libro risulta particolarmente affascinante  Gaspara Stampa, che, giunta in città, conduce una vita elegante e spregiudicata. Ammirata per la sua bellezza, la sua voce, la sua musica e i suoi versi, si innamora di Collaltino di Collalto che, dopo una breve ed intensa relazione, l’abbandona perché troppo impegnato nelle sue imprese guerresche e la fa morire di mal d’amore il 23 aprile 1554.
Accompagnava con la musica i suoi madrigali. La Stampa abitava in Fondamenta di San Basilio dove ha ospitato Ignazio di Loyola che giunto a Venezia, all’inizio del 1536 è stato ordinato sacerdote nella chiesa di San Moisè. Dopo aver eretto una cappella nei pressi della sua casa con un bellissimo giardino di cui rimane traccia ancora oggi, Gaspara Stampa crea anche un ospizio per ricoverare le ex meretrici.
Un’altra cortigiana entrata nella storia per i suoi rapporti con principi e re è Veronica Franco (1546-1591), che è ritratta nella tela di Andrea Vicentino nella Sala delle Quattro Porte di Palazzo Ducale mentre riceve insieme alle autorità, nel 1574 Enrico III con cui era già in corrispondenza da lungo tempo.
Vi sono poi Dorilla Baffo che, rapita dopo molte avventure, sposa un pascià, Giulia Gonzaga, Matilde di Canossa, Elisabetta Lazzari impiraressa, Suor Arcangela Tarabotti, Maria Boscolo regatante… e finalmente due personaggi che sono freschi nella memoria: Toti dal Monte e Peggy Guggenheim.

Coro Multietnico Voci dal Mondo: la musica lingua universale.
Voci italiane e straniere che si incrociano. E si moltiplicano, coinvolgono. Catturano l’attenzione dei passanti e dei residenti, non si accontentano di esibirsi e nutrire una passione per il canto che non ha confini.
Il Coro Multietnico Voci dal Mondo ha riunito persone di 9 diverse nazioni: un percorso guidato dall’ETAM, il servizio di animazione di comunità e territorio delle Politiche Sociali del Comune di Venezia. Cresciuto con l’apporto del gruppo di lavoro dei cittadini di Via Piave, zona che più di ogni altra a Mestre vive sulla propria pelle gli ostacoli della creazione di nuove relazioni sociali fra il sempre maggior numero di cittadini stranieri che la popolano e la vivono ed i residenti.
A Giuseppina Casarin, insegnante di musica, il ruolo di coordinatrice di questa grande impresa: trovare e far apprendere il metodo giusto per l’apprendimento orale di tutti i brani, in una lingua che (qualsiasi essa sia) sarà straniera per almeno altre otto etnie che compongono il coro.
Una casa il Coro ce l’ha: uno stabile in Piazzale Bainsizza che stava andando in rovina. I volontari lo stanno riattando e lo hanno iniziato ad occupare per le loro attività, legate ad un progetto specifico chiamato Viviamo la città.
Spiega Marco Mura: La nostra associazione ha contattato il proprietario ed ha proposto e stipulato un contratto di comodato d’uso gratuito per la durata di minimo un anno. Questo ci ha consentito di lanciare una sottoscrizione pubblica per reperire con quote di 10 euro l’una i fondi sufficienti ad assicurare un minimo di interventi di ripristino estetico e l’allaccio delle utenze idriche ed elettriche.

Il coro ha realizzato e continua a realizzare spettacoli emozionanti che hanno coinvolto artisticamente ed emotivamente la città

 
 

 

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