Marcel Proust: Sodome et Gomorrhe - monologo di Ulderico Manani

Sodome et Gomorrhe - monologo di Ulderico Manani

Domenica 28 febbraio, ore 17.00, all'Auditorium A. Lippiello

L'Associazione I Sette Nani, in collaborazione con la Municipalità Chirignago Zelarino, offre alla cittadinanza l'intenso monologo di Ulderico Manani incentrato su Sodome et Gomorrhe di Marcel Proust.
Appuntamento presso l'Auditorium A. Lippiello (Cipressina, via Ciardi 45) domenica 28 febbraio, ore 17.00. Ingresso libero.

Nello stesso istante in cui il signor Charlus infilava la porta sibilando come un grosso calabrone, un altro -ma vero, questo- fece il suo ingresso nel cortile. Che fosse quello di cui l’orchidea aspettava da tanto tempo l’arrivo, il portatore di quel polline così raro senza il quale sarebbe rimasta vergine?"
M. Proust, Sodoma e Gomorra I, 1922

L’interpretazione drammaturgica di Ulderico Manani, in settanta preziosi minuti, verterà sul saggio sull’omosessualità che compare, in forma di ouverture, in Sodome et Gomorrhe, di Marcel Proust.
La formula sarà quella di un teatro in cui l’attore è a diretto contatto con gli spettatori, accogliendoli e stimolandoli con la sua performance.
Le musiche di Debussy e di Beethoven, indicate dallo stesso Proust, accompagneranno la recitazione.
Nella poetica di Proust affiora con forza dirompente il tema della natura che si presenta con un volto dinamico e non limitato dai canoni della religione e del diritto.
Androgini ed ermafroditi, fiori, insetti, frutti, esseri umani, sono aspetti di questa grande, giocosa e casuale varietà di un mondo naturale, vivo, che permette a ognuno di conoscere se stesso e di completarsi solo nel confronto con gli altri esseri viventi. Una natura come un mondo interiore costituito da più risposte e da differenti angolature. Un mondo non assoluto, né immobile, ma in evoluzione. Una struttura vivente di una dissezione filosofica, scientifica, psicologica, espressiva, che trova il suo riflesso nella creazione e nell’arte atea di Proust.
Il ciclo completo di Proust, “Alla Ricerca del tempo perduto”, meritò, nel 1933, l’attenzione dei nazisti che lo bruciarono nei loro purificatori roghi di libri.

Lo scrittore francese Marcel Proust nasce a Parigi nel 1871. Gli ci vorranno molti anni, dal 1906 al 1922 per completare il ciclo “Alla ricerca del tempo perduto” (“A la recherche du temps perdu”).
Sodome et Gomorrhe è il quarto dei sette romanzi di questo grande lavoro. L’ouverture contiene una ricchezza di riferimenti culturali, sociali, religiosi e “scientifici” anche grazie ai sedimenti offerti dall’esperienza del padre dello scrittore, il dottor Adrien Proust, da quella degli studi sull’ermafrodismo del fratello Robert, specializzato in ginecologia e andrologia, e, inoltre, dal rapporto particolare con la madre, di famiglia ebrea, che muore proprio l’anno prima della stesura dei romanzi.
Le letture del medico sessuologo Magnus Hirschfeld, creatore del primo movimento “gay” in Germania, completano il quadro dell’interesse dello scrittore per il tema dell’omosessualità.
Proust aveva anche incontrato Oscar Wilde nel 1892, poco prima della sua condanna per cose“.. chiaramente sorde a ogni sentimento di vergogna…”, e aveva seguito il caso del principe Philipp von Eulenburg che nella Germania dei primi del Novecento era stato investito da un’ondata di disprezzo per lo stesso innominabile “vizio”.
I protagonisti di Proust, il Narratore, Charlus e Albertine, nelle dense e belle pagine del libro, si incontrano e si confrontano nelle sfaccettature di un amore più complesso di quello che appare.
Il Signor Charlus, in particolare, è delineato come “meraviglioso” personaggio già nelle lettere tra Andrè Gide e Proust del giugno del 1914 che contengono importanti riflessioni sull’omosessualità.
Charlus e Albertine sono entrambi antenati della stirpe dei cittadini di Sodoma e Gomorra già punita dalle ire divine.

ULDERICO MANANI
Regista, scenografo e coreografo, dopo la laurea in architettura a Venezia, si dedica alla scultura, alla pittura, alla danza, svolgendo contemporaneamente un’intensa attività nel campo della grafica.
Negli anni ’70 fonda una Compagnia di Balletto per la quale crea le sue prime coreografie portando spettacoli teatrali in tournée.
Negli anni ’80 costituisce un gruppo di ricerca di “Teatro Danza” totale, fondendo pittura, gestualità, scultura e musica e portando nuove creazioni in spazi non teatrali come gallerie d’arte, giardini, musei.Intensa la sua attività teatrale in Italia e all’estero.
Nel 1987 è stato invitato da Spiros Argiris a Spoleto in occasione del XXX Festival dei Due Mondi per La Notte di Mozart. In Germania ha curato le scene per Werther, Mireille, Katja Kabanova, Les Contes d’Hoffman, Zémire et Azor. In Francia, per La Vestale di Spontini a Nantes e l’Elisir d’Amore all’Opéra du Rhin. A Dublino per Norma; ha inoltre curato la messa in scena, i costumi e le coreografie di Le Rossignol di Stravinskij, della Gioconda di Ponchielli e dell’Elisir d’Amore di Donizetti. Per il Festival di Spoleto (Charleston, 1994) ha messo in scena Acis and Galatea di Haendel e ha creato le scene e i costumi per La trahison orale di Mauricio Kagel. Per il Festival di Wexford (1996) ha creato scene e costumi di La Parisina di Donizetti, e del Don Carlo di Verdi per L’Opéra du Rhin, ripreso a Salisburgo.
Al Teatro Verdi di Trieste ha curato le scene e i costumi di Fidelio (1990), dei Maestri Cantori di Norimberga (1992), di Tristan und Isolde (1996) e scene e luci per Don Carlo (1997); regia, scene e costumi per Salome (1999), Stiffelio di Verdi (2000) a Trieste e a Piacenza.
E’ tornato al Verdi di Trieste nella stagione lirica 2001/02, con scene e costumi del Götterdämmerung di Wagner e stagione successiva, firmando regia, scene, costumi e luci di Assassinio nella Cattedrale di Ildebrando Pizzetti.
Tra i suoi impegni più recenti, la regia e le scene per Stiffelio al Teatro San Carlo di Lisbona, e la regia e le scene per Der fliegende Holländer al Teatro dell’Opera di Roma; inoltre regia, scene e costumi per Lohengrin di Wagner al Teatro Verdi di Trieste.

 
 

 

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