Le Comunità di Pratica

"Ogni organizzazione è una costellazione di comunità di pratica"

'Con questa idea Wenger getta le fondamenta del pensiero che le organizzazioni dovranno adottare per sopravvivere nel XXI secolo....
L'unità primaria di analisi non è nè l'individuo nè l'istituzione sociale, ma quella "comunità operativa" formata da persone che svolgono delle attività in comune in un certo arco di tempo.'
 
dalla presentazione del libro "Comunità di Pratica" di Etienne Wenger - Raffaello Cortina Editore - 2006 Milano


Perché le Comunità di Pratica?

Anche nelle organizzazioni più stabili, strutturate e pianificate le persone costruiscono spontaneamente delle reti sociali che le aiutano ad affrontare i propri impegni, a scambiare soluzioni efficaci e - in estrema sintesi - ad imparare. La stessa cosa sta accadendo nel Comune di Venezia, che all'interno del processo di costituzione delle Municipalità, ha ritenuto di sostenere e far crescere alcune di queste "Comunità di Pratica" al fine di presidiare i mestieri rilevanti, costruire meccanismi di apprendimento organizzativo, sperimentare modalità di lavoro collaborativo attraverso l'utilizzo di nuove tecnologie. Il progetto delle Comunità di Pratica intende vincere i rischi insiti nel processo di decentramento in atto, trasformandolo in un'opportunità di integrazione organizzativa e crescita professionale delle persone, per migliorare la capacità di servizio al cittadino.

 
Comunità di pratica

Il progetto Comunità di Pratica

Che cos'è una Comunità di Pratica? E' un gruppo che si costituisce per affrontare i problemi della propria pratica professionale e dell'organizzazione in cui questa si esplica.
E' un luogo di incontro, di confronto, di lavoro, di studio, di dialogo e molto altro.
E' un luogo ri-definibile a seconda delle necessità dei singoli e dell'organizzazione, caratterizzato da passione, informalità, velocità. E' un luogo di incontro che, come ci ha abituato internet, annulla le distanze fisiche e spesso accorcia quelle psicologiche. Esiste in internet ed è accessibile a tutti coloro che facciano parte della comunità, con spazi, ruoli, luoghi di discussione condivisi e diversificati.
Perché abbiamo voluto costruire due Comunità di Pratica in Comune di Venezia?
Perché abbiamo riflettuto sulle possibili conseguenze indesiderate che il decentramento degli uffici e dei servizi sul territorio poteva provocare. Perdita di identità di mestiere, sensazione di solitudine, mancanza di confronto e difficoltà a definire progetti condivisi... ed anche rischio di isolamento all'interno dello stesso territorio con la conseguente costituzione di tante piccole realtà frammentate ognuna affannata a trovare una direzione.
Nella Comunità di Pratica, grazie alle potenzialità che internet ha aperto, possiamo creare quei luoghi di confronto e apprendimento che saranno ritenuti utili da chi lavora.
Le distanze fisiche non saranno più un impedimento e chi vorrà partecipare alla costruzione della comunità potrà farlo trovando il ritmo più consono ai propri tempi.
Immaginiamo di entrare in una grande casa. Entreremo da prima in uno spazio comune, accogliente, dove potremo orientarci per poi accedere ad altri spazi: stanze di dialogo, dedicate a diversi progetti, stanze dove scambiarsi idee, materiali, lavori, stanze per studiare, incontrare esperti, apprendere, stanze dove discutere un problema e condividere le decisioni, ed infine stanze da aprire, "arredare", destinare a nuove esigenze. Tutti sono chiamati a partecipare, per tutti c'è pronta la chiave d'ingresso, ognuno può e deve entrare a partecipare per trovare il "senso" comune del nostro lavorare pubblico.

 

Accedere alle Comunità di Pratica

La Comunità del Welfare:
http://comunita-welfare.comune.venezia.it/vew
 
La Comunità degli Affari Istituzionali:
http://comunita-affariistituzionali.comune.venezia.it/vea

Città di Venezia

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