Elettrosmog

Terminicome "inquinamento elettromagnetico" o "elettrosmog"sono entrati ormai nell'uso comune per indicare la presenzanell'ambiente di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici diorigine antropica.
In realtàè improprio usare il termine "inquinamento". Aquest'ultimo sono infatti normalmente associati almeno tre elementidistintivi del tutto assenti nel caso dei campi elettromagnetici: ladispersione nell'ambiente di sostanze inquinanti indipendenti dallasorgente, l'imprevedibilità delle modalità di diffusione degliinquinanti stessi, spesso condizionate persino da fattorimeteorologici ed infine l'esistenza di meccanismi di accumulo degliagenti indesiderati all'interno di organismi di qualunque livellonella scala evolutiva.
Ilcampo elettromagnetico intorno ad una sorgente (un elettrodotto, unelettrodomestico, una stazione radio base, un ripetitore radio o TV)sussiste soltanto finché la sorgente stessa è accesa e scompare nonappena essa viene spenta; la sua distribuzione nello spazio èprevedibile, con ragionevole accuratezza e, in ogni caso, non risenteapprezzabilmente dei fenomeni meteorologici; non esiste alcunmeccanismo noto di "accumulo di campi elettromagnetici"negli organismi biologici.

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I campi elettromagnetici - opuscolo (492.67 KB)
Come difendersi - opuscolo (22.06 KB)

Il fenomeno "elettrosmog", in una città come Venezia, è generato sia da impianti a bassa frequenza come gli elettrodotti o le cabine che da impianti a radio frequenza come gli impianti di telefonia mobile e radiotelevisivi e presenta rilevanti complessità sia di tipo ambientale che urbanistico.
Sul versante degli impianti a radio frequenza, sin dall’entrata in vigore della “Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagneticin. 36/2001, il Comune ha dato seguito a quanto ivi prescritto approvando il “Regolamento comunale per l'installazione e l'esercizio degli impianti per la telefonia mobile e per le trasmissioni in standard DVB-H”, approvato con delibera C.C. n. 109 del 30.07.2007. Tale Regolamento è stato però oggetto di due ricorsi al TAR Veneto che con le sentenze n. 2571/08 e n. 3033/08 ha annullato gli articoli relativi alla redazione del “Piano comunale delle installazioni degli impianti di telefonia mobile e per le trasmissioni in standard DVB-H”.
Malgrado i ristretti margini di manovra che sono limitati dalla giurisprudenza attuale all'ambito della pianificazione territoriale ed edilizia, l'Amministrazione Comunale di Venezia resta in prima linea nei versanti dell'informazione ambientale e dello studio dei possibili effetti provocati dai campi elettromagnetici, nella consapevolezza che la circolazione dei dati e l'approfondimento di conoscenze scientifiche rappresentano un aspetto fondamentale della gestione dell'inquinamento elettromagnetico.
Questi propositi si sostanziano nello svolgimento di campagne di monitoraggio dei campi elettromagnetici, che vengono effettuate in collaborazione con ARPAV grazie alle 13 centraline all'uopo acquistate alla fine del 2004. Questa capillare rete di monitoraggio consente di svolgere rilievi nei punti ritenuti maggiormente critici o in quelli segnalati dai cittadini, fornendo dati reali e scientifici. Le informazioni così raccolte vengono illustrate, sia in forma aggregata che di dettaglio, nel "Rapporto sui campi elettromagnetici", che contiene anche il catasto degli impianti esistenti e mappature che stimano il livello di campo elettrico sull’intero territorio comunale e si caratterizza come un concreto strumento operativo utilizzabile sia dagli addetti ai lavori che dai singoli cittadini.

I diversi Rapporti redatti finora sono scaricabili alla pagina della Direzione Ambiente / Campi elettromagnetici

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