Rifiuti

I rifiuti prodotti rappresentano un indicatore efficace della relazione intercorrente tra attività umane e impatto sull’ambiente: un’elevata quantità di rifiuti è infatti sintomo di processi produttivi inefficienti, bassa durata dei beni e modelli di consumo insostenibili. Un impatto diretto sui diversi comparti ambientali deriva dall’uso del suolo destinato a discariche e impianti di trattamento, dalla lisciviazione di sostanze dannose per l’ambiente, dagli inquinanti gassosi e dai residui tossici prodotti dagli inceneritori, dalla generazione di flussi secondari di rifiuti dalle piattaforme di trattamento e dall’aumento del trasporto su strada. In tale contesto si impone una conoscenza dettagliata della produzione e gestione dei rifiuti.

La normativa

Per rifiuto si intende: "qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l'intenzione o abbia l'obbligo di disfarsi" (art. 183,D.lgs. 152/2006 e ss.mm.ii.).
La normativa di riferimento a livello nazionale in materia di rifiuti è rappresentata dal Decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 parte IV "Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati" (articoli 177 - 266) che, unitamente ai successivi correttivi D.Lgsn. 4/2008 e al D.Lgs. n. 205/2010, ha abrogato una serie di provvedimenti precedenti tra cui il Decreto legislativo n. 22 del 5 febbraio 1997, cosiddetto Decreto "Ronchi", che fino alla data di entrata in vigore del D.lgs. 152/06 ha rappresentato la legge quadro di riferimento in materia di rifiuti.
Il Decreto, così come modificato in particolare dal D.Lgs. n. 205/2010  definisce i criteri di priorità nella gestione dei rifiuti ovvero:

  • prevenzione;
  • preparazione per il riutilizzo;
  • riciclaggio;
  • recupero di altro tipo, per esempio recupero di energia;
  • smaltimento.

La gerarchia di gestione definita dal Decreto definisce in generale un ordine di priorità di ciò che costituisce la miglior opzione ambientale e nel rispetto della gerarchia devono essere adottate le misure volte ad incoraggiare le opzioni che garantiscono il miglior risultato complessivo tenendo conto degli impatti sanitari, sociali edeconomici, ivi compresa la fattibilità tecnica e la praticabilità economica.

La vigente normativa classifica i rifiuti secondodue criteri:

  • l'origine: Rifiuti urbani e Rifiuti speciali;
  • la pericolosità: Rifiuti pericolosi e non pericolosi.

Per ognuno di questi sono previste modalità di gestione (raccolta e smaltimento) diversi

Nella RSA e nell’AAI si trovano i dati relativi alla produzione annua (e pro-capite) dei rifiuti
Ulteriori informazioni sulle pagine della Direzione Ambiente

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