Lumi dall'alto - Spettacolo di Gigio Brunello per gli studenti del Luzzatti

fiaba alb

Martedì 6 maggio, alle ore 10.00, la Municipalità di Chirignago Zelarino ospita alcune classi dell'Istituto L. Luzzatti all'Auditorium Antonio Lippiello in via Ciardi 45 a Mestre - Cipressina

Racconta Gigio Brunello:

Anni fa, nel presentare una delle prove d’ingresso a una classe prima del serale del Luzzatti, fui interrotto da una ragazza albanese, Lumi, che volle farmi notare l’inconsistenza dei quesiti. Scegli dieci cose da portare con te per sopravvivere in un’isola deserta…

Lumi (che poi frequentò brillantemente fino al diploma la scuola) sosteneva che prima di tutto bisognava accertasi che le dieci cose fossero ben avvolte e sigillate nel nylon e raccolte nello spazio di una borsa. Anche la borsa doveva esser sigillata, pena perdere tutto in mezzo al mare.
Poi ci raccontò la sua storia di sedicenne arrivata dall’acqua in Italia con il fratellino perché qui avrebbe sposato un ricchissimo lontano parente.
Io mi ero annotato tutto: le sue fughe da casa, il matrimonio segreto, il video finto delle nozze sfarzose in una villa veneta per ingannare i parenti lontani.
Da questi appunti è nato lo spettacolo Fiaba albanese che vuol essere il completamento della ricerca sul racconto teatrale fatto con i personaggi ridotti a piccole statue di legno che ballano su un tavolo.
Lo spettacolo svolge in chiave realistico-magica iltema dell’immigrazione nella città di Mestre.

Lumi dall’alto. Corse clandestine in città
“In groppa a C’est la vie, Ginco Scura e Kira Oxha sorvolano il bosco di Bissuola, un bosco così fitto che dentro ci si perde.  - Lo sapevi che sotto questi carpini c’è il cimitero degli Unni? - Dice Ginco - Nessuno osa scavare per non svegliare gli spiriti dei cavalieri morti - E tu, come lo sai? -  Dice Kira che ci ha preso gusto ad ascoltarlo  - Ora sorvoleremo le sirene! - Dice Ginco sempre più fiero di sé  - legati a me e ascolta il canto. (Fischio di sirena) Sentito? E’ poco bello? – Sotto di loro la gente preoccupata si riversa in strada - Noi non c’entriamo! - Fa segno Ginco, non abbiamo toccato niente!- Ma i mestrini non li vedono e sono ancora lì a testa in su.” (Da Lumi dall’alto. Corse clandestine in città)
Quando Kira mi raccontò questa storia, era incinta del primo bimbo. Mi aveva fatto vedere il video del suo matrimonio: lei con lo sposo e gli invitati che percorrono velocemente i viali di un parco e guardano sorridenti in telecamera. Mi spiegò che quel video era un falso, l’avevano girato, di nascosto dai proprietari, in  una villa veneta approfittando del giorno di chiusura  del ristorante e grazie al  giardiniere albanese loro amico. Soldi per un matrimonio vero e proprio non ne avevano ma quel video serviva per far felici i parenti rimasti in Albania. E pensare che papà e mamma avevano già combinato un matrimonio con un cugino ricchissimo che viveva a Canadà.  Così cominciò a raccontarmi la sua storia fin da quando era partita  in gommone col suo fratellino. Qualsiasi riferimento a persone o a fatti realmente accaduti è puramente immaginario.

Lumi dall’alto
di Gigio Brunello e Gyula Molnar
In scena Gigio Brunello
Sculture di Gigio Brunello
Dipinti di Lanfranco Lanza
Musiche di Rosa Brunello eseguite da Rosa Brunello Quintet
Scenofonia di Lorenzo Brutti

 

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