SPAZIO CRITICO

Spazio critico

Se sui giornali s'assottiglia lo spazio della critica cinematografica, internet può rianimarne le sorti espandendone ed estendendone la portata: è con questo spirito che nasce Spazio critico, luogo di riflessione sul cinema e sui film aperto al contributo di quanti vogliano cimentarsi con la scrittura critica, specialisti ma anche soltanto spettatori attenti e consapevoli, desiderosi di condividere con più vaste platee il proprio punto di vista, recensendo un film, prendendo spunto da una rassegna, rivisitando luoghi, personaggi, generi e autori della storia del cinema. Le proposte vanno indirizzate alla redazione: circuitocinema@comune.venezia.it. Collaborazioni aperte, naturalmente su base volontaria, per il piacere di leggere e farsi leggere, all'interno di una comunità  che, qui come altrove, nutre la medesima passione per il cinema, quasi una concezione del mondo...

 

 
Alida Valli: la signora del cinema italiano

Alida Valli: la signora del cinema italiano
di Luisa Pagnacco

Aveva solo 16 anni Alida Maria  Laura Altenburger,  nata baronessa  von  Marckenstein  und Frauenberg nel 1921, quando con acuta e premonitrice lungimiranza il  suo  insegnante  Francesco Pasinetti, osservandola  durante le lezioni  di  recitazione  al  Centro Sperimentale  di  Cinematografia...

 
 
Fra thriller e denuncia: il cinema di Giuseppe Ferrara

Fra thriller e denuncia: il cinema di Giuseppe Ferrara
di Roberto Pugliese

C'era  una  volta  il  cinema “impegnato”:  dirlo  alla francese,  engagé,  suonava anche  meglio  perchè  ricordava  le giornate del joli Mai sessantottino...

 
 
Da Marsiglia, una città senza centro...

Da Marsiglia, una città senza centro...
di Jean-François Neplaz (regista, fondatore del Film Flamme)

Guardando dall’Italia,  é difficile  farsi  un’idea corretta  del  centralismo francese.  Un  paese  costituito unicamente da periferie che circondano una  città-capitale...  una  città-centro malgrado  il  suo  decentramento geografico...

 
 
Nell'anno del Bardo

Nell'anno del Bardo
di Vincenzo Patanè

È l’anno del Bardo, di cui si festeggiano in tutto il mondo i 400 anni dalla morte (è infatti scomparso il 23 aprile 1616, il giorno prima di un altro grande, Cervantes)...

 
 
Ennio Morricone, la grandiosa complessità di un maestro

Ennio Morricone, la grandiosa complessità di un maestro
di Roberto Pugliese

«The Hateful Eight non è la mia partitura più bella» ha dichiarato Ennio Morricone ricevendo lo scorso febbraio l’agognato Oscar, a dieci anni da quello ottenuto alla carriera...

 
 
L'illusionismo illuminato di René Clair

L'illusionismo illuminato di René Clair
di Paolo Dalla Mora

Che effetto fa rivedere oggi i diciannove minuti scarsi del saggio capostipite del dadaismo nel cinema? Entr'acte (1924), prima opera uscita nelle sale di René Clair, non ha l'impatto visivo di Un Chien Andalou, ma la ricerca delle inquadrature e degli effetti cinematografici é quanto mai forte, con un evidente spirito iconoclasta...

 
 
Nel paese dei Coen

Nel Paese dei Coen
di Davide Terrin

L'esordio dei fratelli Coen, nel 1984, non passa inosservato: il loro primo film (Blood Simple - Sangue facile) vince il Premio della Giuria al Sundance Film Festival, ma soprattutto si impone all'attenzione di critica e pubblico per la sua trama noir, genere ormai ritenuto defunto...

 
 
Marilyn per sempre

Marilyn per sempre
di Giacomo Caruso

Avrebbe compiuto 90 anni il prossimo giugno, ma a stento si riesce a immaginare una Marilyn Monroe anziana tanto è divenuta uno stereotipo l’immagine di questa donna bionda (ma in realtà bruna e riccia), avvenente e per sempre giovane...

 
 
Io e il cinema

Io e il cinema
di Virgilio Boccardi

Ricordo chegià a diciottanni mi ero comperato una piccola Paillard ad un soloobiettivo con la quale mi divertivo a girare dei minuscolidocumentari per lo più a soggetto familiare, montati con tantapazienza con una moviola a mano.

 
 
John Williams

John  Williams: musiche “stellari” e non solo
diRoberto Pugliese

Nessunaltro compositore cinematografico degli ultimi cinquant’anni hainfluenzato l’immaginario collettivo – non solo americano –quanto il newyorkese John Williams, classe 1932...

 
 
Marlon Brando

Desiderio  e ribellione: quando il cinema incontrò Brando
di  Vincenzo Patanè

Un  mito chiamato Brando – la rassegna proposta dalla  Casa del Cinema, undici di grande spessore tra dicembre e gennaio –  è un’occasione imperdibile per rivivere la massima icona del  cinema (magari assieme a Marilyn Monroe), incarnazione di un fascino  unico e irripetibile...

 
 
Quando i filosofi vanno al cinema

Quando i filosofi vanno al cinema
di  Marco Dalla Gassa

Indicembre la Casa del  Cinema aderisce a una serie d’iniziative di studio sul rapporto tra  filosofia e cinema organizzate dal Dipartimento di Filosofia e Beni  Culturali dell’Università Ca’ Foscari di Venezia  con una rassegna difilmche hanno avuto un’incidenza notevole nello sviluppo dei rapporti tra il pensiero filosofico e la storia della Settima Arte...

 
 
Tutto lo stupore del cinema: Karel Zeman

Tutto  lo stupore del cinema: Karel Zeman
di  Tiziana D'Amico

Una  retrospettiva dedicata al cinema di Karel Zeman alla Casa del Cinema,occasionata  dal  completamento del restauro deLadiabolica  invenzione  (1958),che  vedremo al Giorgione in tutto il suo ritrovato splendore.....

 
 
Si fa presto a dire morti

Si fa presto a dire morti
di DavideTerrin

Novembre è per antonomasia “l'estate fredda, dei morti” (Giovanni Pascoli, Novembre), e una rassegna costruita ad hoc è il modo in cui abbiamo pensato di dilettarvi in questo mesto mese cercando di sdrammatizzare l’infausto argomento...

 
 
Ingrid: l'artista e la donna

Ingrid: l'artista e la donna
di IreneBignardi

La storia è oramai una legenda Hollywoodiana. E racconta che quando David O. Selznick, il  potente produttore  hollywoodiano, vide per la prima volta l’interprete di Intermezzo, grande successo di quegli anni...

 
 
Il cristallo e la sfumatura. Il cinema di Ozu Yasujirō

Il cristallo e la sfumatura. Il cinema di Ozu Yasujirō
di Giacomo Calorio e Marco Dalla Gassa

Tra i pochi cineasti giapponesi che abbiano raggiunto un certo grado di notorietà in Italia, Ozu Yasujirō (1903-1963) è forse quello la cui fama internazionale ha dato prova di maggiore  longevità...

 
 
Welles, l’uomo che volle farsi cinema

Welles, l’uomo che volle farsi cinema
di Roberto Pugliese

C’è una lettura recente, illuminante, che aiuta a comprendere la figura e la mitopoiesi di Orson Welles forse meglio di qualsiasi analisi dotta o saggio: ed è A pranzo con Orson (Adelphi), una serie di conversazioni raccolte negli anni ai tavoli del “Ma Maison” di Los Angeles tra il regista di Quarto potere e lo sceneggiatore e regista inglese Henry Jaglom...

 
 
Cinema & pittura, il ritorno

Cinema & pittura, il ritorno
di Vincenzo Patanè

Nel novembre 1992 il Circuito Cinema propose una rassegna, che vantò un ottimo riscontro di pubblico, sul rapporto fra la settima arte e la pittura e, per l’occasione, uscì il Quaderno Cinema & Pittura...

 
 
L'imprevedibile virtù di Alejandro González Iñárritu

L'imprevedibile virtù di Alejandro González Iñárritu
di Riccardo Triolo

Il cinema messicano non è mai stato rappresentato così bene a Hollywood come negli ultimi quindici anni, da quando la triade di registi - ma anche autori, montatori e produttori - formata da Alejandro González Iñárritu, Alfonso Cuarόn e Guillermo Del Toro ha cominciato a mietere consensi  al botteghino e all'Academy, superando il muro di Tijuana...

 
 
La coerenza del contrario: Bertrand Tavernier

La coerenza del contrario: Bertrand Tavernier
di Roberto Ellero

Negli anni in cui i giovani critici e poi registi della Nouvelle vague gareggiavano a stroncare – con rare eccezioni – le lezioni dei padri e l’odiatissima Qualité France, un giovane lionese di nome Bertrand Tavernier, classe 1941, si riempiva gli occhi nelle stesse sale del Quartiere Latino praticando una laicità critica assai più tollerante e divertita...

 
 
Francesco Rosi: la parte giusta

Francesco Rosi: la parte giusta
di Roberto Ellero

C’era una volta l’impegno: fuori corso, come sappiamo. E c’era Francesco Rosi, scomparso lo scorso gennaio. Difficile scindere la categoria dall’uomo: gli si farebbe un torto...

 
 
Il deserto tornerà ad essere mare: la trilogia di Glauber Rocha

Il deserto tornerà ad essere mare: la trilogia di Glauber Rocha
di Giovanni M. Rossi

Noi – che abbiamo fatto questi film brutti e tristi, questi film gridati, disperati, dove non è sempre stata la ragione ad alzare di più la voce – noi sappiamo che la fame non sarà curata dalle pianificazioni governative, e che i rammendi del Technicolor non nascondono, ma aggravano i suoi tumori...

 
 
Di quante cose sarà mai capace un “piccione”?

Di quante cose sarà mai capace un “piccione”?
di Roberto Ellero

Prima di vincere inaspettatamente a Venezia con l’ineffabile Piccione, di Roy Andersson si sapeva poco o nulla. E ancor meno s’erano visti i suoi film, se non in qualche festival o frequentazione televisiva notturna di nicchia. Eppure, stiamo parlando di un regista svedese non proprio di primo pelo, nato nel 1943 e attivo sin dagli anni Sessanta...

 
 
LO STADIO DI WIMBLEDON

Io, Daniele, Mathieu e… Wimbledon
di Roberto Ferrucci

Un giorno Daniele Del Giudice mi raccontò che un regista francese era venuto a trovarlo a Venezia. Voleva fare un film tratto da Lo stadio di Wimbledon. È molto giovane, mi disse. Che ne pensi?, mi domandò...

 
 
James Ivory

James Ivory: in principio fu Venezia
di Shaul Bassi

Correva l'anno 1957 e un giovane studente americano di belle arti, con una passione per Venezia nel cuore e ogni intenzione di completare gli studi anche per evitare di essere richiamato e mandato a combattere in Corea, ebbe un'idea originale...

 
 
CE N'EST QU'UN DEBUT

Non era che l'inizio...
di Roberto Ellero

Esordi folgoranti, opere prime destinate a diventare epocali. In febbraio, alla Casa del Cinema, Ce n’est qu’un début… ripropone otto incipit celebri, collocati  fra la fine degli anni Venti e i primi Sessanta del secolo scorso...

 
 
LA PROMESSE

Il cinema di resistenza dei fratelli Dardenne.
di Michele Gottardi

Non esiste in Europa un cinema della sofferenza profondo quanto quello di Jean-Pierre e Luc Dardenne e che riesca al tempo stesso a essere così catartico: il desiderio di perdono da parte dei loro protagonisti costituisce la vera rivincita dei marginali che popolano lo schermo dei due fratelli belgi. Fiandre e Vallonia sono – al pari dell’Inghilterra di Ken Loach o della Francia di Laurent Cantet – lo sfondo ideale per mettere in scena la crisi della siderurgia o quella della famiglia...

 
 
UN PARTIE DE CAMPAGNE

Ciak! Il pranzo è servito
di Gian Piero Brunetta

Nel menu cinematografico del Carnevale 2015 il tema del cibo è strettamente connesso a quello dell’imminente EXPO milanese. La tavola imbandita quest’anno si adatta a un restringimento del programma cercando di offrire una sorta di consommé di film di finzione e documentari italiani e internazionali che mettono in scena modi diversi di condividere il cibo e il vino...

 
 
DAVID CRONENBERG

Cronenberg, la carne e l’anima
di Roberto Pugliese

Se venisse scritta una storia della filosofia, completa dei propri risvolti psicoanalitici, attraverso il cinema della contemporaneità, questa non potrebbe prescindere dalla figura di David Cronenberg. Il settantunenne regista canadese è infatti colui che meglio, più a fondo e più spietatamente ha saputo riflettere sui rapporti tra corpo e psiche...

 
 
MATTEO BERTO

Il pane e il male (oscuro)
di Cesare De Michelis

Il cinema per Giuseppe Berto, quando, dopo i lunghi anni delle guerre e della prigionia, pubblicò con grande successo il suo primo romanzo - Il cielo è rosso (1947) - rappresentò da subito la speranza di lasciare Mogliano Veneto e la provincia per trasferirsi nella capitale...

 
 
Il vangelo secondo Matteo

Scaccianoce, uno scenografo visionario
di Carlo Montanaro

Viviamo il cinquantenario de Il vangelo secondo Matteo e Matera è appena stata individuata come capitale europea della cultura del 2019. Eppure, citando l’idea straordinaria di farne la Gerusalemme del cinema per Pier Paolo Pasolini, c’è ritrosia nell’identificare, come co-gestore, lo scenografo che ha reiventanto quelle ambientazioni senza tempo....

 
 
Nuri Bilge Ceylan

Immagini come fossili. Il cinema di Nuri Bilge Ceylan
di Marco Dalla Gassa

Quando il critico o il saggista cinematografico deve condensare in poche righe l’opera di un regista «emergente» a favore di un pubblico che probabilmente non conosce i suoi film, solitamente si adopera nella più comune e per certi versi inevitabile delle pratiche retoriche: il paragone con i «grandi» del passato...

 
 
TILDA SWINTON

Le molte vite di Tilda
di Vincenzo Patanè

Il più delle volte gli attori feticcio - parlo di quelli inventati quasi ex nihilo da un regista - dopo la scomparsa di quest'ultimo si limitano a rare, spesso scialbe, apparizioni: si pensi a Jean-Pierre Léaud, Ninetto Davoli o anche ad Hanna Schygulla. Da questo punto di vista, Tilda Swinton è una clamorosa eccezione...

 
 
ETTORE SCOLA

Oltre la commedia, le lezioni di Scola
di Roberto Ellero

Non abbiamo resistito, chiamandola infine proprio così, Lezioni di Scola, la personale del regista in programma alla Casa del Cinema. Un gioco di parole sin troppo facile ma sul quale occorre intendersi...

 
 
JEAN COCTEAU

Jean Cocteau, l'esaltante ricerca di una poesia
di Roberto Zemignan

Con un décalage di qualche mese rispetto alle onorificenze francesi per il cinquantenario della sua scomparsa, Circuito Cinema vuole ricordare colui che è stato considerato l’enfant terrible della prima metà del secolo scorso, Jean Cocteau (1889-1963), con un articolato omaggio alla Casa del Cinema.

 
 
CARLO LIZZANI

Ricordando Carlo Lizzani a Venezia...
di Roberto Pugliese

Pochi anni fa, quando venne a Mestre per presentare la sua bella e illuminante autobiografia Il mio lungo viaggio nel secolo breve, ci fu modo di riandare con la memoria a quel grappolo di anni, tra i ’70 e gli ’80, in cui Carlo Lizzani aveva ripreso in mano le sorti della Mostra del cinema di Venezia, dopo il cosiddetto “letargo” seguito alla stagione sessantottina... 

 
 
PAOLO SORRENTINO

Sorrentino, il cinema della realtà grottesca
di Michele Gottardi

C’è un barocco meno evidente, ma non meno radicato nell’arte, un barocco meno gesuitico e di facciata, ma profondo ed efficace: lo stile di Paolo Sorrentino, con lo svolgersi della sua filmografia, assomiglia sempre più a questo stile, quello di un vero barocco napoletano. (...)

 
 
To Be or Not To Be

To be or not to be Salò (Il folle e l’imperatore)
di Antonella Barina

Due carte dei Tarocchi si inseguono nella storia del cinema: sono Il Folle e L’Imperatore, rispettivamente la carta numero zero e la quarta degli arcani maggiori dell’antico mazzo divinatorio. Se il Folle, altrimenti detto il Matto, rappresenta l’irrazionalità assoluta, l’Imperatore è il potere terreno, il dominio, tutto ciò che viene definito razionale....

 
 
Federico Fellini

Perchè non possiamo non dirci felliniani
di Fabrizio Borin

Dalla metà di settembre alla fine di ottobre Venezia ricorda la figura e l'opera di Federico Fellini nel ventennale della scomparsa. Rammemorare un personaggio famoso comporta spesso una duplice situazione. Da un lato quella di conferirgli una sorta di routinière vita celebrativa post mortem un po' "alla Frankenstein" e, dall'altro, ritenere che ci siano davvero nell'empireo culturale nazionale alcuni artisti realmente immortali...

 
 
Le mani sulla città

Le mani sulla città e la Mostra secondo Chiarini
di Roberto Ellero

Coerente con un suo pregresso postulato (“Il film è un’arte, il cinema un’industria”), quando lo studioso Luigi Chiarini è chiamato ad assumere nel 1963 la direzione della Mostra del Cinema, sull’onda – lui, socialista – del primo centro-sinistra, per prima cosa sbalordisce il concorso ammettendovi trentadue film (contro i consueti quattordici), apre alle opere prime e alle nuove correnti del cinema sperimentale....

 
 
Come pietra paziente

Come pietra paziente
di Anna Vanzan

Nella periferia di una Kabul distrutta da decadi di guerre civili ed esterne, in una casa squassata dai bombardamenti da parte di milizie senza nome, una giovane donna assiste il marito, ridotto in coma da una pallottola conficcata nel collo.... continua (Venezia, aprile 2013)

 
 
Argo

Argo
di Anna Vanzan

Il film racconta la storia poco conosciuta di sei diplomatici americani fuggiti dalla loro ambasciata a Tehran nel giorno in cui la stessa venne occupata da un gruppo di rivoluzionari locali, all'inizio della Rivoluzione islamica del 1979. Mentre decine di altri diplomatici vennero tenuti prigionieri, alcuni per oltre un anno, i sei fuggitivi riuscirono a rifugiarsi presso la residenza dell'allora ambasciatore canadese in Iran, Ken Taylor... continua (Venezia, dicembre 2012)

 
 
Jacques Tati

Monsieur Tati
di Francesca Boschetti

Ha dedicato tutta la sua vita al cinema e il suo cinema è lo specchio che riflette la sua vita. Così, nel trentesimo anniversario della scomparsa, la città di Venezia ricorda Jacques Tatischeff, in arte Tati, proiettando tutti i suoi film... continua (Venezia, dicembre 2012)

 
 
Ermanno Comuzio

Ermanno Comuzio: un signore della critica
di Roberto Pugliese

Un signore della critica, di stampo quasi anglosassone, per il quale la natìa e mai lasciata Bergamo suonava più simile a Birmingham che all'epicentro dei rozzi folklorismi "padani". E un pioniere degli studi sulla musica per film in Italia... continua (Venezia, agosto 2012)

 
 
Roman Polanski

Il clandestino Polanski
di Michele Gottardi

Come Roman Polanski stesso ricorda nel recente documentario A film memory (Andrew Braunsberg, 2011) la sua vita è stata quella del Fuggiasco (Carol Reed, 1946), in fuga dal Male ma anche - dopo il tragico 1969 dell'uccisione di Sharon Tate  - da sé... continua (Venezia, agosto 2012)

 
 
Francesco Rosi

Quando il cinema è una questione morale
di Cristina Morello

Era il 1958 quando, proprio a Venezia, Francesco Rosi otteneva il Premio Speciale della Giuria con il suo film d'esordio La sfida (1958). Cinquantaquattro anni dopo, in occasione della consegna del Leone d'oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia, il Candiani rende omaggio in settembre a questo grande regista... continua (Venezia, agosto 2012)

 
 
Michelangelo Antonioni

Antonioni, una complessa eredità
di Giorgio Tinazzi

Cent'anni dalla nascita di Michelangelo Antonioni. Il modo migliore per ricordarlo è vedere, o rivedere, i suoi film. Ma anche riprendere in considerazione la sua opera da un punto di vista critico... continua (Venezia, maggio 2012)

 
 
Tarkovskiana Borin

Il cinema è un labirinto fatto di tempo
di Fabrizio Borin

Tarkovskiana. Immagine suono e parola nell'universo artistico di Andrej Tarkovskij è il titolo con il quale vengono ricordati in questi mesi gli ottant'anni dalla nascita del regista russo Andrej Tarkovskij (1932-1986) con la proposta di tutti i suoi film... (Venezia, maggio 2012)

 
 
Una separazione

Una separazione
un film di Asghar Farhadi
recensione di Anna Vanzan

Il bel film di Asghar Farhadi mette in scena diversi drammi familiari recitati con passione da un gruppo di straordinari attori, tra i quali spiccano i protagonisti, Simin (Leila Hatami) e Nader (Peyman Moadi). Rispetto alla cinematografia iraniana abituale, il film di Farhadi ha un gran ritmo che coinvolge lo spettatore facendolo partecipare alle vicende dei personaggi; continua... (Venezia, 12 aprile 2012)

 
 
 

 

Comune di Venezia - Assessorato alle Attività Culturali
Circuito Cinema Comunale
Palazzo Mocenigo, San Stae 1991
30135 Venezia
Tel. 041.5241320 – Fax 041.5241342
www.comune.venezia.it/cinema/
circuitocinema@comune.venezia.it

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