Bilancio dei Cittadini invisibili

 

 

I nostri obiettivi per il 2011 erano ...

Incrementare il dialogo fra politiche di sicurezza e politiche sociali tramite protocolli di lavoro formalizzati

Lo scambio informativo e la collaborazione tra la Direzione Politiche Sociali, Partecipative e dell'Accoglienza e il Corpo della Polizia Municipale riguardo al fenomeno della prostituzione di strada in area urbana sono stati formalizzati tramite il protocollo d'intesa interdirezionale siglato in data 19/12/2011. Tale accordo raccoglie e rende sistematiche le pratiche operative sperimentate con continuità nel corso dell'anno. Esse sono state attuate sia per quanto riguarda il monitoraggio del territorio sia per quanto riguarda le segnalazioni dei cittadini che subiscono i disturbi e i disagi derivanti dall'esercizio della prostituzione (attualmente vengono raccolte anche tramite il numero verde contro la tratta e portate alla comune attenzione). La collaborazione tra le 2 Direzioni si è poi realizzata anche nell'ambito del perseguimento dei reati di favoreggiamento e sfruttamento, sia in Terraferma che in Centro Storico, principalmente per alcune situazioni di prostituzione indoor o esercitata nella forma mista, che prevede l'adescamento in strada e il consumo in locali appositamente adibiti a tale scopo.

Incrementare lo sviluppo di comunità per favorire il sistema delle sicurezze sociali tramite azioni specifiche ad un più qualificato utilizzo degli spazi pubblici

Nel corso del 2011 si è dato nuovo impulso ad una serie di azioni di sviluppo di comunità volte ad aumentare la coesione sociale e la qualità della vita quotidiana dell'area di via Piave. Molto si è puntato sulla possibilità che alcuni cittadini residenti particolarmente interessati a partecipare alla riqualificazione sociale, se opportunamente sostenuti, potessero collaborare alla progettazione e realizzazione delle attività e, nel tempo, divenire punti di riferimento sempre più credibili anche nell'interlocuzione con la Pubblica Amministrazione. Il Gruppo di Lavoro di via Piave, rappresenta forse la più evidente realizzazione di tale strategia. Le persone che hanno partecipato attivamente con il loro tempo e le loro risorse alle azioni di animazione di comunità promosse dalla uoc Etam - animazione di comunità e territorio sono state 71. Le iniziative pubbliche organizzate o co-organizzate sono state 15, hanno coinvolto 1.134 persone e hanno spaziato da quelle ludico/ricreative a quelle culturali, fino a quelle commerciali, come da ultimo, ad esempio, la sperimentazione del mercato dei prodotti biologici e a chilometro zero, nello spazio dei giardini. Il Servizio Promozione Inclusione Sociale, inoltre, si è dato una specifica e temporanea organizzazione interna che ha promosso la sinergia tra tutte le attività in essere e dato vita ad una unità di strada integrata che ha eseguito complessivamente 66 uscite.

 

Realizzare attività di prevenzione per favorire il sistema delle sicurezze sociali

Nel 2011, ancor più che in passato, si è tentato di promuovere i diritti di alcune persone più a rischio e, nel contempo, di lavorare per l'attenuazione del disturbo e del senso di insicurezza che i fenomeni di marginalità producono nelle comunità territoriali. Numerosi sono stati, infatti, gli incontri, formali ed informali, con cittadini, comitati organizzati e rappresentanze territoriali svolti allo scopo di comprendere insieme come si stanno evolvendo questi fenomeni, quali sono le possibilità e i limiti dei servizi che si occupano di tali tematiche, quali "alleanze" si possono stringere tra servizi e cittadini per affrontare alcune situazioni che certamente risultano allarmanti. Andando ora ad illustrare lo svolgimento di alcune attività di prevenzione che, da tempo, sono a cura del Servizio Promozione Inclusione Sociale, si evidenzia, innanzitutto, che il tavolo cittadino, coordinato dal Comune di Venezia, riguardante gli interventi per le persone senza dimora ha visto un ulteriore ampliamento con l'inserimento di nuovi soggetti del terzo settore disponibili a lavorare in sinergia per questo target. Gli utenti che, nel corso dell'anno, hanno avuto accesso al progetto Senza Dimora sono stati 490 di cui 180 hanno goduto anche dell'accoglienza notturna emergenziale. Grande riscontro presso la cittadinanza ha avuto, inoltre, la campagna di raccolta coperte ed indumenti per il periodo invernale 2011-2012. Le persone tossicodipendenti che, tramite l'unità di strada, sono entrate in contatto con il servizio, sono state 237, mentre quelle che hanno frequentato il centro diurno drop-in sono state 254, per un totale complessivo di 375 utenti, esclusi i doppi nominativi. Sempre in ambito preventivo, ma questa volta riguardante un pubblico più ampio e non connotato, la promozione del divertimento "sicuro" si è sviluppata sotto 2 aspetti: il primo ha riguardato l'attività dell'unità di contatto del Progetto Giovani con l'attuazione di 18 uscite in concomitanza di eventi in luoghi formali ed informali del territorio e l'effettuazione di 4.682 contatti di natura informativa e preventiva con il target giovanile; il secondo si è concretizzato nella conduzione di un tavolo periodico, finalizzato all'opportunità di promuovere in città un'offerta di divertimento che garantisca nel contempo alcuni servizi di prevenzione, a cui hanno attivamente partecipato i gestori dei locali e delle realtà maggiormente frequentati dai giovani. A seguito di tale esperienza, che ha visto una notevole collaborazione e condivisione di obiettivi, il Comune di Venezia, con delibera di Giunta n. 635 del 15.12.2011, ha istituito il logo "MOVIDA project" e approvato le procedure, i requisiti e i servizi necessari per il rilascio di questa attestazione di qualità. E' continuata anche l'attività di prevenzione con persone che si prostituiscono. Essa ha riguardato 432 persone. Le azioni di contatto ed educative si sono concretizzate in 109 uscite dell'unità di strada per un totale di 1.420 contatti; gli accompagnamenti ai servizi sanitari sono stati 1.008 per un totale di 193 persone (prevalentemente nigeriane, rumene e sud-americane).

Realizzare attività di sostegno per favorire il sistema delle sicurezze sociali

A formare un più ampio senso di sicurezza in ambito cittadino hanno certamente concorso, nel 2011, anche le azioni di sostegno realizzate dal Servizio Promozione Inclusione Sociale. Il lavoro di reinserimento sociale svolto con le persone provenienti da varie situazioni di marginalità e/o illegalità ha interessato molti ambiti, come certamente quello della salute, quello abitativo e quello lavorativo, ma di altrettanta importanza è stata l'attenzione prestata alla sfera psichica e relazionale con, ad esempio, la ricostruzione dei riferimenti affettivi e lo sviluppo delle potenzialità individuali. Andando ora ad illustrare alcuni risultati, si evidenzia che i soggetti vittime di sfruttamento sessuale e tratta, di sfruttamento lavorativo o utilizzati per accattonaggio e in altre economie illegali presi in carico sono stati, nel corso dell'anno, 94; le chiamate al numero verde contro la tratta, provenienti da tutto il territorio nazionale, sono state 2.421; ad esse è seguita una valutazione, nel territorio triveneto, per 153 persone potenziali vittime. Le attività di orientamento ai servizi e volte al reinserimento sociale dei senza dimora hanno riguardato 81 utenti in carico con progetti individualizzati; quelli accompagnati ad altro servizio sono stati 334, tra cui 73 hanno usufruito degli avvocati di strada e 49 dell'assistenza sanitaria garantita direttamente in strada tramite presidio mobile. L'assistenza post penitenziaria e quella attuata nei confronti dei familiari di detenuti indigenti ha visto in carico 46 situazioni e, spesso, il progetto individualizzato ha previsto l'inserimento del soggetto, come volontario, in associazioni del territorio; l'attività informativa e di orientamento degli sportelli all'interno degli Istituti di Pena ha riguardato 333 persone; 69 detenuti hanno partecipato a corsi di preparazione all'uscita o di natura socio-educativa; 64 hanno usufruito di un contributo economico finalizzato ad incentivare ed ampliare lo svolgimento di attività lavorative in carcere; è proseguita, infine, l'attività di accoglienza temporanea per donne ex detenute presso l'alloggio messo a disposizione dall'Amministrazione Comunale.

 
 

Questionario Bilancio Socio Ambientale 2011

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