Presentato lo studio sul mercato della prostituzione a Venezia e nel Veneto

Una settantina di persone, in media, ogni notte in strada, un volume d'affari annuo di 6.300.000 euro. Sono alcuni dei dati contenuti nello studio sui flussi economici relativi alla prostituzione di strada sul territorio comunale e regionale, presentati questa mattina, con una conferenza stampa al Municipio di Mestre, dal vicesindaco e assessore alle Politiche sociali, Sandro Simionato, dal coordinatore dell'equipe di lavoro, Claudio Donadel, dall'operatrice del Servizio Protezione sociale, Cinzia Bragagnolo, in occasione di "Venezia non tratta", la settimana di iniziative promosse dal Comune di Venezia nell'ambito della Giornata europea contro la tratta di esseri umani.

La ricerca offre, per la prima volta, una fotografia abbastanza circostanziata del fenomeno della prostituzione in strada, attraverso un attento monitoraggio, pluridecennale, reso possibile dall'attività delle unità di strada dei Servizi del Comune, dalle telefonate raccolte dal numero verde antitratta, dalle indagini svolte dall'Unità di crisi di valutazione e dall'equipe Protezione sociale, nonché dalle rilevazioni delle Forze dell'Ordine. Le persone che si prostituiscono in strada nel nostro Comune sono per il 50% dell'Europa dell'Est, per il 20% nigeriane, per il 3% cinesi; la percentuale dei transessuali tocca quota 20% e c'è pure una prostituzione maschile, rumena, a quota 7%. Persone in gran parte cadute nella rete delle organizzazioni criminali che gestiscono questo commercio: le bande albanesi, che pretendono il pagamento del "posto" in strada, quelle dell'Est, che sfruttano direttamente chi si prostituisce, infine la rete delle "madame" nigeriane, a cui vanno in pratica tutti i guadagni delle lucciole nigeriane, che risultano, tra tutte, le più sfruttate. Ogni persona che offre il suo corpo in strada deve fare i conti anche con la dura legge "del mercato". Per poter svolgere la sua attività, rientrando dalle "spese" deve infatti guadagnare almeno 100 euro: è proprio per questo che ci sono donne che offrono prestazioni sessuali a cifre molto basse, e rapporti non protetti.

Il giro d'affari della prostituzione in strada, in ambito regionale, tocca invece quota 54.000.000 di euro l'anno, coinvolgendo ogni giorno 600 tra donne e trans: calcolando per ognuno di essi una media tra gli 8 ed i 10 rapporti, si arrivano ad avere in Veneto, annualmente circa 1.800.000 prestazioni clandestine in strada. A questo deve poi aggiungersi il cosiddetto mercato "indoor", all'interno di case e locali pubblici, che si calcola abbia un giro, e introiti, tre volte superiori.
"Sono dati stimati per difetto - ha spiegato Simionato - ma molto vicini a quella che è la realtà attuale. Cifre che confermano come a tirare le fila del fenomeno ci siano grandi organizzazioni criminose, contro cui non bastano più gli attuali mezzi a nostra disposizione. Servono ora nuove norme, nuove azioni, da decidere in ambito nazionale. Bisogna che non solo il governo, ma tutte le forze politiche in generale, prendano coscienza della vastità e gravità del fenomeno."

Mestre, 19 ottobre 2011 / uz 


 

 
 

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