Osservatorio bioclimatologico dell'Ospedale al mare del Lido di Venezia

Strumenti meteorologici dell'Osservatorio Bioclimatologico dell'Ospedale al Mare del Lido di Venezia con vista del litorale
Vista dall'Osservatorio Bioclimatologico

Per oltre sessant'anni, dal 1940 al 2002, l'Osservatorio Bioclimatologico dell'Ospedale al Mare ha registrato ininterrottamente e quotidianamente, con frequenza quasi sempre oraria, una serie di parametri meteorologici, dalla pressione atmosferica alla temperatura dell'aria, dalla velocità e direzione del vento alla precipitazione all'umidità relativa.... Foto: sito e strumenti originali
Nella sua lunga storia è frequente la presenza del Comune di Venezia, a riprova di un'attenzione e un interesse costanti per la sua attività. Analoga motivazione ha anche l'ultimo e risolutivo intervento, che ha visto il recupero e l'incorporazione dell'Osservatorio nella struttura comunale al fine di proseguire le osservazioni. L'onere e il privilegio della trasformazione in stazione automatica per le rilevazioni meteorologiche è toccato al Centro Maree, tra gli enti comunali il più "tecnicamente" vicino all'Osservatorio. Quando, nel 2003, grazie alla nuova stazione automatica (vedi galleria fotografica della nuova stazione), dotata di strumenti elettronici e collegata con la centrale operativa di Palazzo Cavalli, il CPSM ha proseguito l'attività dell'Osservatorio, ha contestualmente acquisito gli strumenti e gli archivi dell'Osservatorio.
E' cominciato allora un duplice lavoro per il Centro Maree con il quale si è voluto valorizzare il patrimonio storico ricevuto.
Da un lato si è proceduto con il recupero e il restauro dei vecchi strumenti, documenti rari delle modalità di osservazione meteorologica del secolo scorso, e una buona parte è stata resa funzionante. Molti degli strumenti, corredati da notizie tecniche sul funzionamento, sono oggi esposti ai visitatori in un apposito spazio allestito presso il Centro Maree. È una raccolta pregevole per la relativa vetustà, al momento unica testimonianza locale di una storia quasi secolare di meteorologia osservativa, che a Venezia ha avuto un passato glorioso.

In alcuni casi non è stato facile reperire le informazioni tecniche degli strumenti, in quanto si tratta di esemplari unici sul territorio nazionale e poco noti. Foto: gli strumenti originali recuperati. Contemporaneamente si è provveduto a digitalizzare e analizzare l'immensa massa di più di 60 anni di dati osservativi orari e biorari, rilevati ininterrottamente dal 1940 e pervenuti su registri compilati manualmente. Un impegno cospicuo, grazie al quale è stato possibile condurre un approfondito studio climatico, a cura del Centro Maree, ora pubblicato nel volume "Serie storica di dati dell'Osservatorio Bioclimatologico dell'Ospedale al Mare, Lido di Venezia: analisi climatologica". Il recupero dell'Osservatorio Bioclimatologico è stato dunque una operazione complessa, ispirata da sensibilità culturale e lungimiranza e resa possibile dall'attento e costante impegno del personale del Centro Maree.
Gli strumenti recuperati sono ora esposti presso il Centro Maree e possono essere visti da chiunque ne avesse interesse. Presso il Centro Maree sono inoltre disponibili al pubblico le pubblicazioni relative al recupero degli strumenti e all'analisi climatologica, il cui formato elettronico è qui di seguito scaricabile.


  1. Posizione geografica
  2. Profilo storico e attività
  3. Strumenti
  4. Dati d'archivio
  5. La stazione automatica
 

Posizione geografica

Per i primi decenni di attività non si hanno notizie certe sulle attrezzature originarie dell'Osservatorio e quelle sulla sua ubicazione sono assai scarne. Dal 1939 invece le registrazioni sono sistematiche e la documentazione è più ricca.
Fin dalla loro installazione intorno agli anni '40 le capannine meteorologiche sono posizionate sull'arenile antistante il fabbricato di Radiologia dell'Ospedale al Mare, in uno spiazzo recintato che ospita gli strumenti per le osservazioni quotidiane dei principali parametri meteorologici e inoltre una vasca evaporimetrica, un raccoglitore pluviometrico, la manica a vento e varie attrezzature per campagne di rilevamenti sperimentali o temporanei. I restanti apparecchi sono sistemati in parte su un terrazzo dell'edificio ad una altezza di 21 m s.l.m. ed in parte nell'ufficio sottostante. Qui era collocato il Barometro Fortin con il pozzetto all'altezza di 11 m s.l.m.
La disposizione generale della strumentazione è documentata dalle foto pubblicate nelle schede tecniche e nella tavola cronologica contenute nell'opuscolo "L'osservatorio Bioclimatologico dell'Ospedale al Mare del Lido di Venezia".
Le coordinate geografiche dell'Osservatorio, immutate anche per la nuova stazione automatica sono: Latitudine 45° 24' 00"N; Longitudine 12° 24' 00"E
Vai alla galleria fotografica: sito e strumenti originali.


Vista della palazzina dell'Osservatorio Bioclimatologico dell'Ospedale al Mare del Lido di Venezia
 

Profilo storico e attività

La prima idea di ricerche meteorologiche connesse con studi clinici al Lido di Venezia risale al 1912, allorché il prof. Emilio Henning O'Carrol, direttore dell'Osservatorio del Seminario Patriarcale, propose al prof. Giulio Ceresole, medico e geofisico di fama, di istituire una stazione di osservazioni da effettuare in comune. La stazione fu installata nell'Hotel Excelsior e cominciò subito a funzionare.
Dopo l'interruzione dovuta alla guerra, osservazioni e ricerche per approfondire la conoscenza dell'ambiente e del clima della particolare zona costiera ripresero prima all'Ospizio marino e poi all'Ospedale al Mare.
Nel 1930 venne istituito un Osservatorio Meteorologico che ebbe come primo direttore il prof. Magni. Gli succedettero il prof. De Francesco e in seguito il prof. Leonida Lolli. Fu quest'ultimo insigne studioso che nel 1939, assorbendo l'omonimo Osservatorio, fondò il Centro di Bioclimatologia Marina presso l'Ospedale al Mare.

Fotografia dell'Hotel Excelsior a inizio XX secolo (foto F. Forni, Archivio Starwood Hotels)
L'Hotel Excelsior a inizio secolo (foto F. Forni, Archivio Starwood Hotels)

L'attività iniziò nel 1940 in modo sistematico e continuativo dalla postazione osservativa tutt'ora in uso. Neppure le vicende belliche fermarono l'attività del Centro e dell'Osservatorio, che sotto la guida del prof. Augusto Puppo dell'Università di Padova "promosse interessanti ricerche - come si legge nei documenti ufficiali dell'epoca - sui rapporti tra ambiente esterno, ambiente climatico ed organismi viventi, vegetali, animali e uomo, con l'intento di creare uno studio sperimentale delle reazioni dell'uomo al clima".
Successivamente la direzione del Centro di Bioclimatologia, indicato anche come Istituto o Osservatorio Bioclimatico Marino, passò a personalità note nel campo della meteorologia.
Il primo fu il prof. Francesco Saverio Zanon, già direttore del prestigioso Osservatorio del Seminario Patriarcale, gli succedette il prof. Giuseppe Bosa e infine dal 1959 il prof. Antonio Giordani Soika, che aveva iniziato come collaboratore sin dalla fondazione e che sarà l'ultimo direttore.
Sono gli anni più fecondi per l'Istituto che è molto attivo, si dota di attrezzature e strumentazioni avanzate, svolge una intensa attività di ricerca, pubblica studi e attiva apprezzate collaborazioni con analoghi organismi in Italia e all'estero, che accrescono il suo prestigio e la fama in campo europeo. L'ambito è prevalentemente biomedico, in stretta connessione con l'istituzione ospedaliera che in quegli anni è rinomata per le avanzate cure elioterapiche.
Parallelamente però, l'Istituto allarga i suoi interessi e si guadagna una buona reputazione in ambito strettamente meteorologico, divenendo per questo settore il punto di riferimento per le istituzioni e gli enti locali.
Il 17 ottobre 1960 un Comitato di Consulenza appositamente istituito dà vita all'Istituto Bioclimatologico per gli studi di Biologia e Fisiopatologia al mare, che sostituisce il Centro di Bioclimatologia e ha lo scopo di "condurre studi sul comportamento degli organismi vegetali e animali del litorale marino in relazione ai fattori climatici, e sulle reazioni fisio-patologiche dell'uomo, degli animali e delle piante al mare". Contestualmente viene promulgato lo Statuto del nuovo ente.
Del comitato fa parte anche il Commissario straordinario del Comune di Venezia, il quale durante la seduta sottolinea "l'utilità che per la città di Venezia venga mantenuto in funzione l'Osservatorio Meteorologico dell'Ospedale al Mare" e segnala "la gravità che ha assunto ormai per Venezia il fenomeno delle eccezionali alte maree e l'opportunità che la cittadinanza sia tempestivamente avvisata ogni qualvolta il fenomeno diventa pericoloso". I consiglieri si dichiarano d'accordo su tale opportunità ed anche sulla possibilità di prevedere con un sufficiente anticipo l'altezza approssimativa delle alte maree. "Un servizio di previsione può sicuramente essere organizzato, rimane da stabilire il modo di avvisare la cittadinanza quando il pericolo incombe".
Viene deciso che tutto il problema verrà messo allo studio dall'Istituto.

 
Fotografia della spiaggia dell'Hotel Excelsior a inizio XX secolo (foto F. Forni, Archivio Starwood Hotels)
La spiaggia dell'Hotel Excelsior a inizio secolo (foto F. Forni, Archivio Starwood Hotels)

All'epoca il Centro Maree è ben lungi dall'essere ideato, verrà costituito infatti oltre vent'anni dopo, ma queste parole, sconosciute ai più, suonano come premonitrici e spiegano il profondo legame che unirà costantemente l'Osservatorio al Centro Maree fino a portare, come si vedrà, alla sua incorporazione nello stesso.
Fino alla fine degli anni '70 l'Osservatorio prosegue l'attività con regolarità e competenza, sia nell'ambito delle rilevazioni, che nella sperimentazione bioclimatica e continua a guadagnarsi stima ed ammirazione in campo nazionale e internazionale.
Negli anni '80 la riforma sanitaria riduce fortemente le risorse economiche e il personale dell'Istituto, che deve limitare l'attività al settore osservativo.
Nel giro di qualche anno la situazione si fa sempre più critica e l'Osservatorio smetterebbe quasi sicuramente l'attività se il problema non fosse portato all'attenzione pubblica grazie alla sensibilità e al convinto interessamento di Erminio Chiozzotto, responsabile del settore Ecologia in quegli anni, che sottolinea come il Comune di Venezia si fosse avvalso fin dal 1960 dei dati giornalieri di rilevazione e già fornisse un contributo economico. Nel 1984 il Consiglio Comunale, riunito in seduta, dichiara che "i dati bioclimatici forniti dall'Istituto sono di estrema necessità ed importanza e ritiene opportuno continuare ad avvalersi del suddetto servizio anche per il futuro. Pertanto il Comune stipula una convenzione, da rinnovare tacitamente di anno in anno, con la quale assegna un congruo contributo e stabilisce che i dati raccolti dall'Istituto Bioclimatico precedenti e seguenti alla stipula della presente convenzione, si riterranno di proprietà comunale".
Il compito di effettuare le osservazioni è affidato al Centro Studi Collinari di Treviso, che si avvale dei suoi collaboratori Vittorio Ferriguti e Nicola Garbuglia, che per un ventennio provvedono ininterrottamente alla compilazione dei registri e alla ordinaria manutenzione.
Nel giugno 2003 la situazione economico-amministrativa non è più governabile e gli incaricati danno le dimissioni.
L'Amministrazione Comunale, consapevole dell'importanza dei dati ai fini dell'interpretazione dei fenomeni mareali nell'Alto Adriatico e nella Laguna di Venezia, rileva l'Osservatorio
e ne affida la gestione al Centro Previsioni e Segnalazioni Maree, che per garantire la continuità delle osservazioni elabora un piano articolato in tre fasi: 
- recupero conservativo della strumentazione meteorologica
- elaborazione dei dati d'archivio dell'intero periodo 1940-2003
- progetto e installazione di una stazione automatica di rilevamento dei dati
Tutte tre le fasi sono state completate come descritto di seguito.

 
 

Strumenti

Fin dagli inizi l'Osservatorio si era dotato di una strumentazione ricca e sofisticata per l'epoca, con la quale era in grado di misurare non solo le tradizionali grandezze meteorologiche, ma anche molte caratteristiche della qualità dell'aria e dell'ambiente nel quale sorgeva l'ospedale, al fine di studiare e definire il profilo bioclimatico dell'aria. Sono state rinvenute per esempio ampolle, vetrini e campionatori per misurare le componenti fisico-chimiche dell'aria e della pioggia.
Tutta la strumentazione è stata conservata, anche se in stato di degrado, in quanto costituisce un patrimonio e una testimonianza storica pregevole.
Gli strumenti sono stati restaurati e, quando possibile, resi funzionanti.
Alcuni sono esposti in una vetrina appositamente allestita presso il Centro Maree e il loro funzionamento è brevemente illustrato nel libretto "L'Osservatorio Bioclimatologico dell'ospedale al Mare del Lido di Venezia". L'esposizione degli strumenti può essere visitata da chi ne avesse interesse.
Visita la galleria delle immagini degli strumenti originali recuperati

Vetrina presso la sede del CPSM, con esposizione vecchi strumenti meteorologici
 
 

Dati d'archivio

Fotografia di un vecchio registro di laboratorio con osservazioni giornaliere

Sull'attività dell'Osservatorio dalla fondazione al 1939 sono pervenute solo notizie frammentarie e non si hanno dati meteorologici, mentre dal 1940 in poi le osservazioni sono registrate e sono pervenuti registri completi.
Le rilevazioni relative ai principali parametri meteorologici come temperatura dell'aria, pressione barometrica, umidità, vento, nuvolosità, precipitazione, insolazione, sono state effettuate ininterrottamente per tutto il periodo dal 1940 al 2003, quasi tutte con cadenza oraria o bioraria. Per altre, come temperatura del mare, della sabbia, tensione di vapore, radiazione solare, evaporazione, frigorimetria, il periodo di registrazione è più breve. Per altre ancora, come radioattività, elettricità dell'aria e scariche elettriche sono disponibili solo i diagrammi.
Le osservazioni venivano annotate manualmente su tre tipi di registri.

Il Registro Annualecontiene le osservazioni giornaliere dei parametri citati, lo Specchio Mensilecontiene le stesse osservazioni, ma ordinate per parametro meteorologico e per mese, infine il Riassunto Mensilecontiene elaborazioni statistiche.
I registri originali, insieme con il resto dell'archivio cartaceo, compresi i diagrammi relativi a decine di anni di registrazioni, sono conservati presso il Centro Maree.
I registri dell'archivio possono essere consultati da chi ne avesse interesse.
Come detto, anche la fase relativa allo studio dei dati è stata completata: sono stati digitalizzati i registri annuali dell'intero periodo e su questa lunga serie storica, più di 60 anni di dati osservativi, prevalentemente orari e biorari, è stato effettuato un approfondito studio climatico, pubblicato a cura del Centro Maree.
Qui di seguito vengono messi a disposizione i dati del 1940-2002 digitalizzati e salvati in file formato *.csv, un formato testo facilmente leggibile da numerosi sistemi operativi. In ambiente Windows possono essere visualizzati tramite il programma Excel: dal menù "Dati" selezionare la voce "Carica dati esterni", poi "Importa file di testo" in modalità "Delimitati" con delimitatore "Punto e virgola". Per una corretta visualizzazione è opportuno che nelle impostazioni internazionali del proprio pc sia impostato il punto come separatore decimale.

 
 

La stazione automatica

Appena rilevato l'Osservatorio nel giugno 2004 il Centro Maree decise di proseguire le rilevazioni tramite l'installazione di una stazione automatica.
Il nuovo sistema, entrato in funzione nel novembre 2004, è costituito da due Stazioni Automatiche SM3840 (unità di acquisizione dati), prodotte dalla ditta Siap-Micros, perfettamente integrabili alla Rete Telemareografica della Laguna di Venezia già esistente, composta da stazioni analoghe.
I sensori misurano pressione atmosferica, temperatura e umidità relativa, precipitazione, direzione e intensità del vento, radiazione solare.
Il sistema funziona in teletrasmissione, con l'ausilio di un ripetitore, e trasmette i dati rilevati alla Centrale di rete, consentendo così la registrazione automatica e la consultazione immediata tramite un server installato al Centro Maree.
Per consentire la continuità con il passato, sono state mantenute presso la terrazza le misurazioni dei parametri di vento, precipitazione e radiazione solare, mentre la temperatura e l'umidità continuano ad essere rilevate nell'area esterna.
La pressione non è più misurata con il barometro a mercurio, ma da un sensore collocato insieme agli altri nell'area esterna.
Visita la galleria delle immagini della nuova stazione automatica

Vista della terrazza con nuovi strumenti meteorologici presso l'Osservatorio Bioclimatologico dell'Ospedale al Mare del Lido di Venezia
 
 
 
 

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