Teatro Malibran

Teatro Malibran

Il Teatro Malibran: cenni storici

Il teatro di San Giovanni Grisostomo venne edificato in soli quattro mesi sul finire del 1677 sul sito dov'era edificata anticamente la dimora di Marco Polo, cosa peraltro provata dal vicino toponimo della Corte del Milion.
Artefici dell'iniziativa furono i fratelli Grimani di Santa Maria Formosa i quali svolsero un'intensa attività imprenditoriale in campo teatrale.

Il teatro di S. Giovanni Grisostomo (il nome originario deriva dall'omonima parrocchia nelle cui vicinanze era collocato) venne edificato in soli quattro mesi, concepito per essere il più importante di Venezia e destinato alle rappresentazioni liriche.

Nonostante alla fine del '600 a Venezia vi fossero ben 18 teatri, questo conquistò da subito un posto di primario interesse per il pubblico veneziano essendo "il più grande, il più bello e il più ricco della città" (J.C. de Cramailles, 1683).

Non molto ci è noto del progetto originario, redatto da Tommaso Bezzi, detto lo Stocchino. Sappiamo però, in base alle testimonianze disponibili, che era dotato di cinque ordini di palchi, ciascuno composto di 33 palchi disposti a ferro di cavallo. Nel corso del XVIII secolo subì una singolare trasformazione e l'intero impianto teatrale venne trasformato per aumentarne la capienza (i cinque ordini di palchi avranno 40 palchi ciascuno), assumendo una configurazione ad U, restringente verso il boccascena, facendo propri gli stilemi tipici dei teatri secenteschi.

Il teatro fu malamente ristrutturato nel 1756 dal Codognato , tanto che apparve a Pietro Gradenigo "malamente convertito dopo sì alta fama"; e iniziò lentamente la sua decadenza come luogo eletto. Già nel 1776 Francesco Pedro immaginò di ripristinare la forma canonica a ferro di cavallo, nel contesto di una ristrutturazione radicale del teatro, in cui la scena avrebbe assunto il posto dell'antico accesso posto sul rio di S.ta Marina, per permettere al pubblico l'accesso in barca.

È questa un'idea "moderna", la quale definisce un'immagine architettonica, una presenza urbana che per il teatro stentava a manifestarsi. Purtroppo questa trasformazione non avvenne, nè' avvenne - in sostanza - nel corso della ristrutturazione del 1834, e neppure nel corso di quella radicale del 1919 che ci ha consegnato il teatro come oggi lo conosciamo. Questo, infatti, è rimasto inglobato nel tessuto edilizio circostante e, malgrado alcuni modesti interventi viari e qualche demolizione concepiti per favorirne l'accesso, è rimasto appartato (come tutti gli antichi teatri veneziani) senza nulla concedere a quelle necessità di autorappresentazione della società borghese tipiche dei teatri di altre città italiane ed europee.

Il progetto del 1919, infine, a firma dell'ing. Donghi, con largo impiego di cemento armato, interpreta la struttura fisica preesistente sfruttando la forma allungata del lotto per ricavare due gallerie davanti alla scena; per compensare questa dilatazione in lunghezza della sala teatrale è stata allargata la sala stessa, cosa che ha comportato la costruzione dei corridoi a sbalzo sul rio di San Giovanni Grisostomo e l'occupazione edilizia della calle laterale.

Questo teatro, che dal 1835 aveva assunto il nome di teatro Malibran, dal nome della grande cantante che qui aveva cantato la Sonnambula, decadde a poco a poco nel corso degli anni, divenendo, sino a quando venne acquistato dal Comune, una sala cinematografica. 
Tiziano Bolpin

 
 

Per conoscere le date degli spettacoli, consulta il sito del Teatro La Fenice

 
Il teatro è stato riaperto nel 2001. "Il recupero di una delle più amate sale teatrali veneziane, ricca di storia e di tradizione, conclude un intervento complesso - ha scritto il sindaco di Venezia, Paolo Costa, per la speciale cartolina-ricordo stampata per l'occasione - e costituisce un chiaro segno dell'avviata rinascita di Venezia, che riacquista uno spazio prezioso per la cultura italiana e internazionale e in essa ospiterà la Fenice nell'attesa del ritorno nella sede storica". Il teatro è stato riaperto nel 2001. "Il recupero di una delle più amate sale teatrali veneziane, ricca di storia e di tradizione, conclude un intervento complesso - ha scritto il sindaco di Venezia, Paolo Costa, per la speciale cartolina-ricordo stampata per l'occasione - e costituisce un chiaro segno dell'avviata rinascita di Venezia, che riacquista uno spazio prezioso per la cultura italiana e internazionale e in essa ospiterà la Fenice nell'attesa del ritorno nella sede storica".

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