La storia

Dal libretto: "1867-1897 Le divise dei Vigili Urbani di Venezia nel contesto storico della città", di Guerrino Rocchi; riproduzioni fotografiche di Giuseppe Michilin.

La curiosità alle volte porta a scoprire mancanze storiche che sembravano invece logiche certezze.

Così è stato quando abbiamo voluto conoscere la data di nascita del corpo dei Vigili Urbani di Venezia, che si credeva di facile identificazione ma che ai più era del tutto sconosciuta. La speranza di fare piacevoli scoperte, come ad esempio Venezia avesse dato origine al nome "Vigili", ci ha spinti a sfogliare vecchi incartamenti della Serenissima custoditi al Museo Correr. Contrariamente a quanto si pensava e come vedremo in seguito, il nome 'vigili" è abbastanza recente per Venezia. Delusi abbiamo voluto continuare le ricerche per conoscere i motivi di questo fatto, alquanto singolare se si considera la tradizionale abilità veneziana ad anticipare i tempi; infatti per trovare le origini dei Vigili Urbani non abbiamo più ricercato l'etimologia del nome, ma, sulla falsariga dei compiti svolti, abbiamo notato che in effetti la Repubblica di Venezia aveva creato sin dal 1274 un nucleo di persone che svolgevano compiti simili a quelli di polizia.

Immagine storica (1928)

Avendo però come scopo principale la ricerca per ricostruire la storia della divisa non abbiamo voluto approfondire più di tanto il periodo storico prima della costituzione dell'Unione d'Italia.

Il materiale fotografico da noi ritrovato è di quantità tale da svelarci l'evolversi della storia
contemporanea attraverso il cambiamento delle divise, adeguatesi al variare della vita e alle attività della città. Di conseguenza, dato il numero limitato di pagine a disposizione e dovendo scegliere tra scrivere un testo o pubblicare un maggior numero di foto, abbiamo preferito quest'ultimo perché dà un nscontro immediato. Per la parte storica, dopo la costituzione amministrativa del Comune di Venezia, di notevole importanza, è la ricerca fatta dal Dr. Barizza, direttore dell'archivio storico comunale, per la sua chiarezza espositiva e per aver definitivamente stabilito l'esatta data di nascita del Corpo dei Vigili Urbani.

 

Si ritiene che la divisa, colore blu con bottoni d'oro raffiguranti il leone di S. Marco, si possa far risalire alla delibera comunale del 15.12.1879 riguardante lo stemma del Comune il cui testo dice: "Lo stemma del Comune di Venezia viene stabilito in uno scudo azzurro col Leone posto in maestà, ossia di fronte, a lato e nimbato d'oro, tenente nelle branche un libro aperto del medesimo metallo, in cui sarà scolpito in lettere nere il motto: PAX TIBI MARCE EVANGELISTA MEUS, quale trovasi dipinto nella tavola n. 2 annessa alla presente relazione".

Questi sono i motivi che ci hanno indotto, grazie anche all'aiuto e all'interessamento del Gazzettino a pubblicare questo volumetto che potrebbe servire a colmare una lacuna storica della nostra città.
L'inizio della creazione di un organo di controllo organizzato per la scoperta dei reati commessi dai cittadini e che avesse una denominazione specifica, si può dire sia stato ideato dalla Repubblica di Venezia con i Signori della notte al criminal e al civil.

Immagine storica (1920)

Signori della notte - Nel 1274 fi istituito il "Collegio dei Signori della notte" persone che avevano il compito di girare dal tramonto all'alba per arrestare assassini e malfattori, indagare su incendi notturni, vegliare sulle osterie e sulle meretrici; venivano aiutati dai capi dei sestieri.

Nel 1544 il collegio si sdoppiò in "Signori della notte al Criminal" e "Signori della notte al Civii".

Seguendo le varie vicissitudini della Repubblica di Venezia, troviamo anche altri elementi che in parte confermano la creazione di corpi di polizia nel senso moderno della parola, come risulta dalla raccolta dei mestieri di Grewembroch (secolo XVIII) da cui abbiamo stralciato le foto di seguito riportate (dal n. 2 al n. 6). Come ci mostra la foto n. (1), già nelle processioni che si svolgevano in piazza 5. Marco venivano impiegati, a scopo prettamente preventivo, gli arsenalotti che, con bastoni, tenevano a debita distanza quanti volevano toccare il tabernacolo in processione, come portafortuna.

 

Gli arsenalotti venivano anche impiegati per la protezione pseudo militare dei componenti del Consiglio dei Dieci (foto n. 2/3).
Abbiamo voluto inserire anche le foto "Carabiniero" foto n. 5 e "Elemento contro elemento" foto n. 6 per dare un aiuto alla scoperta dell'origine dei carabinieri e dei vigili del flioco.

Dalla definizione del Carabiniero si legge infatti, "li carabinieri veneziani sono soldati nazionali provenienti dalla Dalmazia, no pasa diferenza tra li più di loro aruolati a un regimento, che quella gli assegna il proprio Colonello, o Capitano, destinando or ventiquattro, or dodici per starsene e giorno, e notte alla guardia del Corpo di un pubblico Rappresentante della Repubblica, o in terra, o in mare. Allora essi non alterano la Divisa, che mediante un rapporto di bottoniere, e galoni d'argento più, o meno secondo la generosità del Generale, o del Podestà, che gli somministra il tutto oltre il Scarlatto, il di lui stemma e la Tasca del pari marcata di puro, e magnifico pregevole metallo. Sono detti Carabinieri dalla carabina, che usano, cioè un Arma da fuoco assai fatturosa, et imbrunita; o quasi simile a quella, che adoprano li Signori Bombardieri non già li Fucilieri. Così spiccano meglio alla Porta delle stanze con Scimitare finisime sguainate, o al corteggio delle andate pubbliche, o nelle sacre Procesioni, o alla Rasegna o alle Spalliere o straordinana circostanza di contraddistinguere Soggetti di qualità superlativa".

Immagine storica (1920)

Alla definizione dei Vigili del fuoco si legge:
"L'importante oggetto di allontanare gli incendi da quali venivano conseguenze luttuose, fu sempre a cuore del Senato, il quale demandò dal 1665 19 dicembre, e 1732 22 agosto la materia al Reggimento all'Arsenale, per il che si estesero Regole ben degne di pontuale osservanza. Oltre le 30 Guardie, e gli 45 Facchini, disposti con Decreto di Febraio 1636 per accorrere al bisogno si prescrissero Terminazioni per sei Squadre, soggette ad altrettanti Capi d'Opera Direttori dell'incombenza, trovandosi già obbligati gli Parochi, per esecuzione di più antica legge 1532 22 dicembre, aver cura di Mastelle, Mannaie, ed altri attrezzi adattati all'estinzione de Fuochi nel qual caso il Consiglio di Dieci dal 1605 3 decembre ordinò, che al tocco della campagna gli Artisti e Bastazi si portassero ad impedire l'aumento de si dolorosi successi. Gli Campanari di S. Domenico, di S. Antonino hanno debito di far segni corrispondenti, acciò che il Cadrone di Guardia ne sia inteso, e le Maestranze sollecitino il dover loro, avvalorato dall'eccitamento de Capi di Contrada. Siccome poi fra gli strumenti, necessan in simili disavventure fu riconosciuto proficuo quello delle macchine idrauliche, così con più decreti, ed ultimamente a 23 Gennaio 1748 si comandò la costruzione di dodici di esse al pubblico Fonditore Sigismondo Alberghetti, quali poi furono distribuite né Conventi di S. Stefano, S. Salvadore, S. Francesco della Vigna, e SS. Giovanni e Paolo, agli Frari, Servi, Carmelitani Scalzi, Gesuati, Madonna del Carmine, Teatini, con incarico al Presidente sudetto di mensualmente visitarle con diligenza.
E dopo il periodo austriaco e con la formazione dei Comuni nel senso moderno di amministrazione decentrata, che nei primi consigli comunali viene sollevato il problema dei controlli e delle competenze all'interno della città.

 
 

Questo iter viene evidenziato nella relazione del Dr. Barizza,
"VICENDE DELLA FORMAZIONE DEL CORPO DEI VIGILI DALL'UNITÀ D'ITALIA ALLA FINE DELL'800"

Bando del 27 settembre 1867

Croce al Merito di Guerra, 7 giugno 1921

GALLERIA D'IMMAGINI


Un ringraziamento particolare a:
il Dott. Sergio Barizza per la ricostruzione della storia della formazione del Corpo dei Vigili Urbani e per le immagini d'archivio;
l'ex-collega Guerrino Rocchi per i testi;
l'ex-collega Giuseppe Michelin per le fotografie;
il Gruppo Sportivo Vigili Urbani Venezia;
Il Gazzettino di Venezia per il contributo nella pubblicazione del libretto

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